La decadenza dalla potestà genitoriale può essere pronunciata quando il genitore vìola o trascura i doveri inerenti la responsabilità genitoriale, o abusa dei relativi poteri, con pregiudizio del figlio.

Se sussistono, inoltre, gravi motivi il Tribunale può ordinare l’allontanamento dalla residenza familiare del genitore. La decadenza della potestà genitoriale interviene per tutelare l’incolumità dei minori, pertanto, come già detto, il presupposto è la grave violazione dei doveri inerenti la responsabilità genitoriale.

La decadenza, che non fa venir meno l’obbligo di mantenimento dei figli, può essere disposta indipendentemente dalla circostanza che il genitore abbia agito con la coscienza di ledere gli interessi della prole.

Il Tribunale quando pronuncia sulla decadenza, deve esprimere una prognosi sull’effettiva ed attuale possibilità di recupero, attraverso un percorso di crescita e sviluppo delle capacità e competenze genitoriali, con riferimento alla elaborazione, da parte dei genitori, di un progetto, anche futuro, di assunzione diretta della responsabilità genitoriale, caratterizzata da cura, accudimento, coabitazione con il minore, ancorché con l’aiuto di parenti o di terzi e avvalendosi dell’intervento dei servizi territoriali .

La giurisprudenza ha delineato una serie di comportamenti che sono stati ritenuti gravemente pregiudizievoli verso la prole e, dunque, motivo di decadenza dalla potestà genitoriale.

Sono presupposto di decadenza le violenze sessuali e gli abusi in famiglia, comportamenti violenti, aggressività e vessatorietà verso i figli e il coniuge-partner, instabilità psichica.

Ed ancora, maltrattamenti rilevanti e continui di un genitore all’altro, e non verso i minori, condotta omissiva del genitore, consapevole della violenza sessuale consumata da terzi sul figlio minore, l’istigazione del figlio alla criminalità.

In determinate ipotesi può essere dichiarata la decadenza dalla potestà per l’uso di sostanze tossiche in assenza di disponibilità al recupero.

Non sono, invece, stati considerati sussistenti gli estremi per la declaratoria della decadenza a carico del genitore (madre) tossicodipendente, pur qualora avesse fatto uso di sostanze stupefacenti durante la gravidanza, trasmettendo all’infante la sieropositività, che non svolge attività lavorativa, non si curi del proprio nato, e sia stato altresì in carcere per aver commesso alcuni gravi reati allo scopo di procurarsi la droga, allorché risulti la volontà del genitore medesimo di liberarsi dalla tossicodipendenza mediante il ricorso all’ausilio dei servizi sociali, nonché un interessamento costante, certo, definitivo ed intenso per la salute e lo sviluppo dei figli.

Si badi bene che la condotta pregiudizievole del genitore può consistere anche in disinteresse e incapacità di assistere i figli, mantenerli, istruirli od educarli convenientemente.

Nello specifico: non presenziando in momenti significativi dell’esistenza del minore, trascurando costantemente e per lungo periodo il proprio figlio privandolo di ogni assistenza, trascurando il profilo educativo, dell’istruzione e del mantenimento .

Possono essere adottati provvedimenti limitativi della potestà qualora i genitori di un minore in condizioni psichiche particolari manifestino inidoneità allo svolgimento del ruolo genitoriale.

La decadenza dalla potestà può derivare altresì dall’inadempimento del genitore alle prescrizioni stabilite dal Giudice a tutela della prole, quando si astenga dal provvedere al mantenimento ed alle altre necessarie cure, si rifiuti di partecipare agli incontri organizzati dal Servizio Sociale con il figlio, ed impedisca la stipula con l’altro genitore di accordi e intese diretti, sempre nell’interesse della prole, a regolare i rapporti parentali di ognuno .

SEGUE

Avv. Emanuela Foligno

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