Vi sono forti perplessità che la parte personalmente possa contestare, ex post, le conclusioni tecniche della CTU che sono di natura medica e non di diritto (Tribunale di Lucca, Sez. lavoro, sentenza n. 10/2021 del 15 gennaio 2021)

L’Inail riconosceva al lavoratore una invalidità permanente per postumi conseguenti a malattia professionale nella misura complessiva del 18% per tendinosi bilaterale delle spalle, spondilodiscoartrosi del rachide l -s e STC bilaterale , con decorrenza dal 30 aprile 2012.

Il lavoratore veniva sottoposto a revisione in data 30 maggio 2016, al cui esito l’Istituto confermava il trattamento in essere.

Nei confronti di tale decisione, il lavoratore proponeva opposizione in data 23 novembre 2016 invocando il riconoscimento del grado di invalidità nella misura complessiva del 23%.

L’istanza veniva respinta.

L’Inail contesta l’aggravamento della patologia che sarebbe da imputarsi al naturale invecchiamento biologico del lavoratore.

La causa viene istruita attraverso CTU Medico-Legale che accerta un incremento del danno all’integrità psicofisica del lavoratore dal 18% al 20%.

Il Giudice condivide e fa proprie le conclusioni del Consulente.

Successivamente al deposito della C.T.U. l’Inail articola, per la prima volta e senza che il CTP avesse in precedenza e nei termini assegnati avanzato alcuna osservazione, contestazioni in merito alla relazione peritale.

Il C.T.U. ha dettagliatamente risposto alle osservazioni, indicando chiaramente sia la propria attività estesa all’acquisizione di documentazione medica successiva, sia alla valutazione del peggioramento, ed in particolare se lo stesso fosse dipeso dal semplice invecchiamento della parte, ovvero se imputabile, quanto meno secondo il principio del più probabile che non, alla patologia già riconosciuta.

Il Giudice evidenzia che le eccezioni formulate dall’Inail sono successive al deposito della C.T.U.

Inoltre, viene osservato che “se da una parte si ritiene che la parte possa, prescindendo dall’operato del proprio CTP, formulare contestazioni alla C.T.U. per quanto attiene elementi di diritto, vi sono forti perplessità che possa contestare, ex post, le conclusioni tecniche, che nel caso di specie sono mediche.”

Il Tribunale ritiene che l’accertamento svolto dal C.T.U. in merito all’aggravamento della tendinosi bilaterale delle spalle, è del tutto idoneo a far ritenere correlato l’aggravamento della patologia e non quale conseguenza dell’invecchiamento biologico dell’interessato.

Inoltre, la circostanza che il C.T.U. abbia accertato la diversa decorrenza dell’aggravamento può avere una incidenza in punto spese, non certo in punto di riconoscimento dell’aggravamento medesimo.

In conclusione, la domanda del lavoratore viene accolta nella misura del danno biologico accertata dal C.T.U. e con la decorrenza da questi accertata .

Le spese di lite vengono compensate in ragione dell’accoglimento della domanda in misura inferiore, mentre le spese di CTU vengono poste a carico dell’Inail.

Avv. Emanuela Foligno

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