Il danneggiato doveva astenersi dal salire a bordo del proprio camion durante l’esecuzione del sorpasso da parte dell’autocarro (Tribunale di Busto Arsizio, Sez. III, sentenza n. 56/2021 del 14 gennaio 2021)

Con atto di citazione la vittima conveniva in giudizio la società proprietaria dell’autocarro, la Compagnia assicuratrice e il conducente, onde vederne acclarata la responsabilità per i danni subiti a seguito del sinistro verificatosi in data 29.3.2017 in cui riportava un trauma complesso da schiacciamento della mano.

Nello specifico, deduce il danneggiato che mentre si accingeva a salire sul proprio camion fermo al lato della carreggiata, veniva colpito alla mano sinistra, posta sulla maniglia della portiera del veicolo, da un autocarro intento nella manovra di sorpasso.

L’attore chiede il risarcimento dei danni personali subiti, lamentando un danno biologico permanente nella misura del 24%, da personalizzare con un incremento del 35%, nonché il danno da invalidità temporanea.

Si costituisce la Compagnia di assicurazione contestando la ricostruzione del sinistro fatta dall’attore e attribuendone la responsabilità esclusiva, o quantomeno concorrente, alla condotta di guida dello stesso che parcheggiava irregolarmente.

La causa viene istruita con l’espletamento di prove testimoniali, interrogatorio formale del conducente convenuto e CTU Medico-legale.

Preliminarmente il Tribunale evidenzia che la nozione di circolazione stradale non richiede che il veicolo circoli su strade aperte al traffico, ma sussiste anche nei casi in cui esso insista su un’area che, sebbene privata, possa equipararsi alla strada di uso pubblico, in quanto aperta a un numero indeterminato di persone, che vi hanno accesso.

Il sinistro avveniva in un’area di cantiere, posta lungo la strada pubblica, e sebbene il cantiere fosse chiuso al traffico, deve qualificarsi come area in cui era possibile la circolazione stradale dei veicoli ammessi al cantiere per l’esecuzione delle opere previste.

Le prove testimoniali hanno confermato la dinamica del sinistro dedotta dal danneggiato di talchè risulta accertato che l’autocarro mentre sorpassava il camion parcheggiato schiacciava la mano sinistra dell’attore contro la portiera mentre vi stava salendo a bordo.

Al riguardo viene specificato che anche in caso di sosta dei veicoli, oppure in caso di carico o scarico del veicolo, ovvero qualsiasi atto di movimentazione del veicolo o delle sue parti, come ad esempio apertura o chiusura degli sportelli, si applicano le norme sulla circolazione stradale.

Il contesto specifico risulta disciplinato dalla previsione di cui all’art. 2054, 2° comma, c.c., con conseguente presunzione di pari responsabilità dei due conducenti.

Difatti , l’attore avrebbe dovuto, allo scopo di dimostrare la propria estraneità alla causazione del sinistro, provare di avere iniziato la manovra di salita a bordo del proprio camion quando nessuna situazione di pericolo si profilava.

L’attore doveva astenersi dal salire a bordo del proprio camion durante l’esecuzione del sorpasso da parte dell’autocarro.

Per contro, era esigibile una particolare prudenza anche in capo al conducente dell’autocarro.

Venendo alla quantificazione del danno, la CTU ha accertato “un trauma complesso da schiacciamento della mano sinistra con fratture multiple del II, III e IV dito, ferite lacero -contuse e lesione del fascio nervoso del II raggio (cfr intervento chirurgico del 05.04.2017), consistenti in parestesie e disestesie con anchilosi in flessione all’IFP del II e III dito e sub -anchilosi al IV dito”.

Ne è derivata “un’invalidità permanente pari al 19%, nonché un’invalidità temporanea così articolata: inabilità temporanea assoluta pari a giorni 10 (dieci) ; inabilità temporanea al 75% pari a giorni 40 (quaranta) ; inabilità temporanea nella misura del 50% pari a giorni 60 (sessanta) inabilità temporanea nella misura del 25% di giorni 90 (novanta)”.

Il Tribunale quantifica a favore del danneggiato l’importo di euro 36.666,00, già ridotto in misura del 50% in ragione della pari responsabilità.

Tale importo, tuttavia, risulta già totalmente assorbito dall’indennizzo liquidato dall’INAIL a titolo di danno biologico, pari a euro 45.229,12.

Conseguentemente null’altro spetta al danneggiato.

In conclusione, il Tribunale rigetta la domanda dell’attore condannandolo al pagamento delle spese di lite e di CTU.

Avv. Emanuela Foligno

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