La Commissione Affari sociali di Montecitorio licenzia il testo con proposte di emendamenti su fondi al personale in sanità e maggiore flessibilità su finanziamenti a farmaci oncologici e innovativi

La XII Commissione permanente (Affari Sociali) della Camera dei Deputati ha espresso parere favorevole sul pacchetto sanitario della manovra 2017. Non mancano tuttavia alcune proposte di emendamento. Si parte dalle misure a sostegno della natalità e della genitorialità, per le quali serve, rileva la Commissione, un termine preciso per il decreto che dovrà definire le modalità di funzionamento del Fondo di sostegno alla natalità e i requisiti reddituali per l’erogazione dei bonus (premio alla nascita o all’adozione, bonus bebè, buono nido).

In relazione ai farmaci oncologici e a quelli innovativi la ‘Affari Sociali’ rileva che sarebbe opportuno prevedere un meccanismo che consenta l’eventuale trasferimento di risorse tra i due Fondi ad hoc nel caso in cui “l’importo stanziato per ciascun Fondo non venga interamente utilizzato per l’acquisto dell’una o dell’altra tipologia di medicinale”.

Per quanto riguarda, invece,  il personale sanitario, i deputati evidenziano che “i pur apprezzabili stanziamenti stabiliti in relazione ai processi di assunzione e di stabilizzazione del personale del Servizio sanitario nazionale (ex articolo 59, comma 13) potrebbero rivelarsi tuttavia insufficienti rispetto all’effettivo fabbisogno della rete ospedaliera, oggettivamente incrementato dall’obbligo di assicurare il rispetto delle normative europee in materia di articolazione dell’orario di lavoro”. Un’osservazione che sembra recepire i malumori sollevati in ambito sindacale dal testo della manovra.

Tra le altre proposte di modifica si segnalano poi le esigenze espresse dalla Affari Sociali di incrementare le risorse per gli indennizzi ai soggetti danneggiati da trasfusioni con sangue infetto o da vaccinazioni obbligatorie, nonché le risorse del Fondo per gli interventi del servizio civile nazionale e del Fondo per le non autosufficienze.

Si chiede, infine, un maggior coinvolgimento del Ministero della Salute, “come richiederebbero le finalità e le attribuzioni della Fondazione”, nel Progetto Human Technopole, oltre alla sottomissione della stessa Fondazione al controllo della Corte dei Conti.

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