Massofisioterapisti, Simmas invoca riconoscimento della professione

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In una lettera a ‘Quotidiano Sanità’ il presidente Simmas interviene sulla questione dei massofisioterapisti e il riconoscimento del loro titolo

Nella polemica sul ddl Lorenzin e il ruolo dei massofisioterapisti, interviene con una lettera a ‘Quotidiano Sanità’ Luca De Martino, presidente Simmas (Sindacato italiano massofisioterapisti e massaggiatori sportivi).
La discussione è nata (anche) dalle parole del vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Maurizio Scassola.
“A chi giova imbarcare nel testo del ddl Lorenzin osteopati, chiropratici e poi magari massofisioterapisti nel novero delle professioni sanitarie ordinate e regolamentate? Di certo non ai cittadini, di sicuro non alla sanità del Paese”.
Dichiarazione che, come previsto, ha scatenato un certo malcontento.
Nella lettera, il presidente ricorda come, nel silenzio delle istituzioni, si pronunciano invece i tribunali.
I quali “continuano a pronunciarsi sull’equipollenza del titolo di massofisioterapista a quello di fisioterapista, indipendentemente dalla data di conseguimento”.
“Ancora una volta – prosegue De Martino – un nostro collega diplomato dopo il 17 marzo 1999 è stato segnalato ai Nas di Torino per abuso della professione di fisioterapista, nonché quella di osteopata. Il Pubblico Ministero, letti gli atti del procedimento penale, ha chiaramente stabilito che l’indagato “risulta in possesso di un titolo che lo abilita ad esercitare la professione di massofisioterapista, il quale – secondo la giurisprudenza del Consiglio di Stato, sentenza n.1105/2015 – risulta equipollente al titolo per esercitare la professione di fisioterapista”.

Una situazione piuttosto frequente tra i massofisioterapisti, che pone un grosso problema a chi esercita questa professione.

Nel caso di specie, il Pm ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale. Questa “è stata accolta per le ragioni indicati dal giudice per le indagini preliminari”, prosegue De Martino.
Ma non era certo la prima volta che episodi del genere colpivano la categoria.
“Un caso molto simile – si legge nella lettera – si è verificato ad Asti; anche in quel caso e per gli stessi motivi, il pm chiese al GIP l’archiviazione del procedimento”.
Per De Martino, infatti, la giurisprudenza è ormai “orientata nel sostenere la tesi dell’equipollenza dei due titoli”.

Pertanto, il presidente Simmas si interroga sul perché politica e istituzioni non prendano atto di ciò.

Viene anche chiamata in causa la dott.ssa Rossana Ugenti, Dirigente del Ministero della Salute. La Ugenti aveva infatti dichiarato che “il massofisioterapista post ‘99 è stato inquadrato dalla giurisprudenza nell’ambito della categoria degli operatori di interesse sanitario”.
De Martino, però, la smentisce. E lo fa segnalando l’esistenza di “decine di sentenze recentissime, tra Tar Consiglio di Stato e Consiglio di Giustizia Amministrativa, che invece hanno stabilito tutt’altra tesi”.
La lettera si conclude poi con un auspicio. Quello secondo cui “i dirigenti e i politici preposti a chiarire definitivamente la nostra posizione possano ravvedersi sulla via di Damasco per il bene di un’intera categoria”.
 
 
 
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