Medici specializzandi e ricorsi seriali, scatta la condanna per abuso del processo

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Con due ordinanze gemelle, la Suprema Corte ribadisce la prescrizione dei crediti per i medici pre-1991 e sanziona duramente l’abuso di processo contro un orientamento ormai granitico: condanne ex art. 96 c.p.c. a fronte di oltre seicento precedenti ignorati.

La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, con due ordinanze gemelle (originate dai procedimenti R.G.N. 4219/2025 e 5401/2025), ha scritto l’ennesimo — e si spera definitivo — capitolo nel vasto contenzioso avviato dai medici ammessi ai corsi di specializzazione universitaria tra il 1980 e il 1991.

Oltre a confermare l’inesorabile prescrizione del diritto al risarcimento per la tardiva attuazione delle Direttive CEE (75/362, 75/363 e 82/76), gli Ermellini hanno colto l’occasione per lanciare un severo monito contro l’abuso del processo, sanzionando pesantemente la proposizione di ricorsi seriali basati su argomentazioni già respinte centinaia di volte (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 9 giugno 2026, n. 18798; Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 9 giugno 2026, n. 18797).

La prescrizione decennale: il dies a quo è il 1999

Il cuore giuridico di entrambe le controversie ruotava attorno all’individuazione del momento da cui far scattare la prescrizione decennale del diritto al risarcimento. Infatti, i ricorrenti insistevano per posticipare tale termine al 2011, anno in cui la giurisprudenza aveva definitivamente chiarito alcuni dubbi in merito al giudice competente e alla natura dell’azione…

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