Un medico obiettore è stato condannato a 9 mesi e alla interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo dal Tribunale di Genova
Nove mesi di condanna con la condizionale e interdizione dai pubblici uffici: è questa la decisione del Tribunale di Genova per un medico obiettore condannato per essersi rifiutato di effettuare un’ecografia su una sua paziente.
La donna, infatti, aveva assunto la pillola abortiva e si era rivolta al medico obiettore per una ecografia di controllo che dimostrasse l’efficacia del farmaco.
Ebbene, il ginecologo del’ospedale San Martino di Genova si era rifiutato.
Un comportamento, quello del medico obiettore condannato, sul quale l’ospedale in un procedimento disciplinare non ebbe nulla da eccepire.
L’azienda sanitaria, infatti, aveva attribuito la responsabilità a problemi organizzativi e non certo alla scelta di coscienza del medico.
Tuttavia, la polizia – chiamata dalla donna che si era sentita profondamente danneggiata in quello che era un suo diritto – ha dato avvio a delle indagini.
La giovane era comunque riuscita a completare l’aborto, ma il comportamento del ginecologo non le era parso corretto.
Dopo l’indagine della procura c’è stato il processo che ora ha portato a una condanna per il medico obiettore.
Per i giudici, infatti, il sanitario si sarebbe sottratto con la sua condotta al proprio dovere professionale.
Dal canto suo, il sanitario ha sempre contestato l’accusa secondo la quale l’ecografia non inciderebbe nell’aborto in quanto tale. A suo avviso, si tratterebbe di una sottigliezza che non tiene conto dell’unitarietà dell’intero procedimento e della determinazione di chi nell’obiezione di coscienza vede una scelta che non ammette alcuna forma di cooperazione in un aborto.
Ma il punto di vista del medico non è stato ritenuto valido dalla Corte.
Intanto si apprende che il ginecologo ha già fatto ricorso in appello, sperando in un ribaltamento della sentenza a suo sfavore.
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