Con il cosiddetto Milleproroghe slittano le scadenze per la transizione verso il mercato libero dell’energia e per la stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione

Il Consiglio dei ministri ha approvato nell’ultima seduta, con la formula “salvo intese” il cosiddetto Milleproroghe, il decreto legge che introduce disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica.

Il testo prevede, tra l’altro, la proroga al 31 dicembre 2021 della transizione verso il mercato libero dell’energia e l’estensione al 31 dicembre 2021 dei termini per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione.

E ancora: la proroga fino al 31 dicembre 2020 del cosiddetto ‘bonus verde’ sulle spese sostenute per gli interventi di sistemazione di giardini, terrazze e parti comuni di edifici condominiali; il rinvio al 31 luglio 2020 dell’adeguamento delle tariffe autostradali, la proroga della durata di stati di emergenza già dichiarati e della scadenza della presentazione di atti relativi alle quantificazioni dei danni subiti a causa di calamità naturali.

Infine, si introducono norme relative alle assunzioni di personale da parte delle province e delle città metropolitane e nelle forze di polizia, nonché in materia di innovazione tecnologica.

Il provvedimento poi si occupa anche dell’adeguamento delle tariffe autostradali stabilendo che i concessionari che non abbiano adottato il nuovo modello tariffario introdotto col Decreto Genova non solo non possono aumentare i pedaggi ma sono soggetti al pagamento di penali.

A spiegarlo è l’ex Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che evidenzia come il decreto Genova infatti  contenga “una norma rivoluzionaria, che taglia gli immani guadagni dei colossi autostradali, definendo un nuovo modello per tariffe di mercato, basato su criteri seri, onesti e coerenti”.  

A giugno scorso – prosegue il senatore pentastellato – “quella norma è stata trasformata in una delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti”. Ad oggi, tuttavia, il Ministero non ha ancora raggiunto e chiuso l’accordo con i concessionari delle autostrade e considerato che su 26 concessioni 16 hanno il piano economico finanziario scaduto e non in linea con il decreto Genova, “i pedaggi non aumenteranno”.

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