Non bastano le violenze subite durante il viaggio migratorio dall’Africa al nord Europa. Per gli stranieri minori non accompagnati, il viaggio della speranza in Italia è un continuo calvario senza fine.

Secondo l’osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, sono vittime di sfruttamento sessuale circa l’80% della popolazione migratoria, la maggior parte giovani donne e bambini. Il dato più impressionante riguarda le ragazze: il 50% delle minorenni che arrivano in Italia diventa subito irreperibile. Come spiega Alessandra Ballerini, avvocato esperto di migrazioni che collabora con l’ong Terre des hommes, “è molto probabile che finiscano nella tratta della prostituzione minorile”.

Le dinamiche che portano a far perdere le tracce sono complicate anche se l’iter è piuttosto chiaro. “Le minorenni – afferma la Ballerini – provengono soprattutto da Nigeria, Camerun ed Eritrea, e dopo un primo periodo in cui rimangono nelle prime strutture di accoglienza, cominciano a sentirsi in difficoltà: spesso si trovano in promiscuità con adulti, e quando non trovano mediatori o interpreti non riescono a capire e a far capire le proprie esigenze”. Le ragazze, in molte occasioni, sono vittime di abusi ancor prima di sbarcare nel Belpaese.

“Sono molti i casi in cui le giovani arrivano in stato di gravidanza dopo avere subito abusi dai trafficanti – continua la collaboratrice di Terre des Hommes – , alcune devono prendere la scelta se abortire o meno ma non hanno nessuno che le ascolta, che le prenda in carico,che spieghi loro le leggi italiane, in particolare riguardo ad avere un figlio in minore età”. Il tranello è dietro l’angolo e spesso questi minori finisco per strada a prostituirsi sfuggendo così al sistema preposto di tutela.

Cosa si può fare, quindi, per uscire da questo limbo? Per l’avvocato Ballerini, “bisognerebbe fin da subito che queste ragazze vengano affiancate da una figura di riferimento, una sorta di tutor, che risponda a tutte le loro domande e le convinca a seguire la strada dell’accoglienza governativa”.

La proposta di questo nuovo strumento è però ferma in parlamento, ormai, da mesi. Come sottolinea Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children, “da più di due mesi inspiegabilmente il Governo fa attendere il parere tecnico necessario perché la Commissione Bilancio possa dare il benestare per la definitiva approvazione, bloccandone l’iter e conseguentemente causando danni concreti e talvolta gravissimi nella vita dei minori, che già giungono in Italia con storie terribili alle spalle”.


La legislazione sulla tratta:

Gli strumenti legislativi che regolano il fenomeno della tratta di esseri umani sono principalmente il Decreto Legislativo n. 286 del 1998, e la Legge n. 228 del 2003, la Legge n. 108 del 2010 ed il Decreto Legislativo 4 marzo 2014 n. 24.

  • Decreto Legislativo n. 286 del 1998: “Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” all’art. 18 prevede che la persona che ha subito violenza o grave sfruttamento, o la cui integrità sia a rischio, abbia diritto ad una protezione speciale attraverso un programma di assistenza ed integrazione sociale e la concessione di uno speciale permesso di soggiorno per motivi umanitari;
  • Legge n. 228 del 2003: “Misure contro la tratta di persone”, introduce la punibilità della condotta di mantenimento in uno stato di soggezione continuativa. Il testo rivisto prende in considerazione anche la condizione della persona che sia già in schiavitù e venga poi trattata e assoggettata da altri con identica responsabilità;
  • Legge n. 108 del 2010: Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani (Varsavia 2005), introduce le aggravanti per i reati di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, tratta e commercio di schiavi, e alienazione e acquisto di schiavi;
  • Decreto legislativo 4 marzo 2014 n. 24: L’Italia, con questo intervento normativo, apporta consistenti modifiche al codice penale ed al codice di procedura penale ed intervenendo tra l’altro sulle fattispecie di riduzione in schiavitù (art. 600 c.p.) e di tratta di persone (art. 601 c.p.) attraverso il rafforzamento della risposta punitiva verso tali reati e l’ampliamento dell’ambito di applicazione delle norme. Il decreto, inoltre, contiene anche disposizioni dedicate ai minori stranieri non accompagnati, vittime di tratta, volte ad assicurare loro una particolare tutela, e norme volte ad integrare la legge n. 228/2003 (c.d. legge sulla tratta) per garantire alle vittime di tratta l’accesso a sistemi di indennizzo (già previsti per le vittime di reati violenti).

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