Il figlio della vittima ha presentato un esposto querela chiedendo che venga fatta piena luce sulle cause del decesso della madre, morta per una emorragia cerebrale dopo una serie di ricoveri nell’ospedale del centro abruzzese

Sarà l’autopsia a fare luce sulle cause del decesso di una signora di 79 anni, morta per una emorragia cerebrale lo scorso martedì all’ospedale di Sulmona dopo un via vai dalla struttura sanitaria durata circa un mese.

La Procura ha aperto un’inchiesta in seguito all’esposto querela presentato dal figlio della paziente, che chiede chiarezza anche in relazione alla condotta dei medici. L’uomo – come riferisce il Messaggero – lamenterebbe la poca attenzione e interesse che i camici bianchi dell’ospedale peligno avrebbero avuto nei confronti della madre, nonostante lui stesso avesse  avvertito il personale sanitario del precario stato di salute dell’anziana.

In base a quanto ricostruito, la vittima era stata sottoposta, a fine settembre, a un delicato intervento chirurgico nel corso del quale le era stata asportata parte del pancreas.  Era stata dimessa a metà dicembre ma, durante la degenza, avrebbe avuto la comparsa di un piaga da decubito sacrale. All’atto delle dimissioni, tuttavia, non le sarebbe stata prescritta alcuna terapia al riguardo.

La notte di capodanno la donna avrebbe cominciato a vomitare liquido biliare.

Ne era scaturito un nuovo ricovero di pochi giorni. Per i medici – secondo quanto riferito dal figlio – si sarebbe trattato di semplice catarro.

A metà gennaio l’anziana sarebbe stata nuovamente presa in carico dalla struttura sanitaria, dopo giorni caratterizzati da innalzamenti improvvisi di febbre. Le sue condizioni, tuttavia, nonostante un pellegrinaggio tra i reparti di ortopedia, chirurgia e rianimazione, sarebbero progressivamente peggiorate, fino al decesso determinato, secondo il referto di morte, da una emorragia cerebrale.

Il figlio, tuttavia – riporta sempre il Messaggero – sospetta che la causa indicata possa essere solamente un effetto collaterale della setticemia causata dalla piaga da decubito, che non sarebbe stata curata a dovere o comunque sarebbe stata sottovalutata.

In vista dello svolgimento dell’esame necroscopico sono stati iscritti sul registro degli indagati i nomi di sei medici, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Un atto dovuto per consentire loro di partecipare alle operazioni peritali attraverso la nomina di propri consulenti. Dagli accertamenti medico legali si attendono dunque risposte circa eventuali negligenze nella condotta degli operatori sanitari che ebbero in cura la donna.

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