L’uomo, 78 anni, è stato operato una prima volta per l’asportazione della colecisti. E’ morto per uno choc settico dopo essere finito in sala operatoria altre due volte
E’ morto per uno choc settico lo scorso 20 febbraio dopo aver subito tre interventi chirurgici. La Procura di Napoli ha aperto un inchiesta per fare luce sulle cause del decesso di un uomo di 78 anni, scomparso dopo un calvario durato circa un mese.
La vicenda è riportata dal Mattino. L’anziano – come racconta il figlio – lo scorso 19 gennaio si trova in casa quando comincia ad avvertire forti dolori alla scapola e al torace. Temendo un infarto i familiari allertano il 118 e l’uomo viene trasportato in ambulanza all’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli. Dopo alcune ore viene dimesso con la diagnosi di colica biliare. Ma la sera stessa i dolori si ripresentano, accompagnati da uno stato febbrile. Il figlio decide quindi di riportarlo in ospedale, dove viene ricoverato in Chirurgia generale e resta sotto terapia farmacologia antibiotica per 10 giorni.
Il 30 gennaio il paziente – sempre in base a quanto ricostruisce il Mattino – viene operato in laparoscopia per l’asportazione della colecisti. Le sue condizioni, tuttavia, non migliorano. Quattro giorni dopo finisce d’urgenza nuovamente sotto ai ferri in quanto si sarebbe evidenziata una perforazione dell’intestino. Anche in questo caso, però, l’intervento non è risolutivo e la condizioni del 78enne non migliorano.
Trascorrono ancora alcuni giorni e la ferita dell’intestino si riapre.
I medici, per scongiurare un nuovo intervento, tentano di guarirla adottando una tecnica chiamata ‘Vac thrapy’. Anche questo approccio, tuttavia, non sortisce gli effetti desiderati e dopo una settimana il paziente finisce nuovamente in sala operatoria, per la terza volta. Concluso l’intervento, per mancanza di posti in terapia intensiva, viene trasferito all’ospedale Loreto Mare. Qui gli viene diagnosticato uno choc settico. Il giorno dopo muore.
Le indagini degli inquirenti cercheranno ore di capire la sussistenza di eventuali responsabilità sanitaria in tutto il periodo di presa in carico del paziente, a partire dal primo accesso al pronto soccorso. Le prime risposte sono attesa dallo svolgimento dell’esame autoptico, in programma nelle prossime ore.
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