Soddisfazione di Fnomceo e Fimmg per la scelta della strada della continuità, necessaria per portare avanti le attuali sfide nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. Critici i Cinque Stelle: Lorenzin ‘highlander’ della legislatura

Paolo Gentiloni ha accettato l’incarico conferitogli dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di formare il nuovo Governo dopo le dimissioni dell’ex Premier Matteo Renzi. L’ex Ministro degli Esteri, che si presenterà oggi alle Camere per ottenere la fiducia del Parlamento, ha presentato una squadra all’insegna della continuità con l’Esecutivo in carica fino all’approvazione della Legge di Bilancio di pochi giorni fa. Gentiloni lascia il dicastero della Farnesina ad Angelino Alfano, il quale a sua volta fa spazio agli Interni a Marco Minniti. Confermati Orlando alla Giustizia, Pinotti alla Difesa, Padoan all’Economia, Delrio ai Trasporti, Poletti a Lavoro e Politiche sociali, Calenda allo Sviluppo Economico e Franceschini alle Attività culturali. Maria Elena Boschi diventa Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tra le new entry figurano invece Valeria Fedeli all’Istruzione e Anna Finocchiaro ai Rapporti con il Parlamento.

Conferma anche per Beatrice Lorenzin, che rimarrà alla guida del Ministero della Salute; una scelta che ha riscosso reazioni positive sia dalla Fnocmeo che dalla Fimmg. “Nel difficile percorso a ostacoli che la Sanità deve affrontare in questo paese – ha affermato il presidente Fnomceo, Roberta Chersevani – abbiamo evitato un ulteriore ostacolo perché il Ministro Lorenzin ben conosce insidie e punti di forza del cammino. Riconosciamo al Ministro partecipazione, disponibilità e competenza. Plaudiamo alla continuità per la sua riconferma, ed esprimiamo l’auspicio di poter lavorare altrettanto bene con il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il nuovo Ministro del Miur, Valeria Fedeli, e il Governo tutto”.

Sodisfatta anche la Federazione italiana dei medici di medicina generale. “La sanità italiana – ha dichiarato il segretario nazionale, Silvestro Scotti -ha più che mai bisogno di continuità nell’approccio alle dinamiche di evoluzione a cui stiamo assistendo.  Temi come i LEA, il Patto della salute, la digitalizzazione della sanità, un nuovo rapporto con i professionisti della salute hanno bisogno di attenzione da parte del governo che non poteva ricominciare da zero. Al ministro Lorenzin auguriamo buon lavoro, rendendoci disponibili al dialogo e ai contributi sui temi caldi sul tavolo forti del ruolo che ci riconoscono per primi i nostri pazienti quale figura del SSN a loro più vicina. Speriamo, infine, – conclude Scotti – certi dell’attenzione del Ministro Lorenzin, che nell’agenda del Presidente del Consiglio Gentiloni ci sia il DPCM necessario, vista la recente approvazione della legge finanziaria, ai contenuti economici per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale”.

Di diverso tono il commento dei deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali che tracciano un breve excursus degli oltre tre anni e mezzo di Lorenzin al dicastero di Lungotevere a Ripa: “4,3 miliardi di euro di tagli nel solo biennio 2015-2016 e altri 13 miliardi di tagli programmati per gli anni che verranno, 11 milioni di italiani che rinunciano alle cure, un Patto per la Salute (quello 2014-2016) mai nato, il tragicomico caso del fertility day. Ancora: i nuovi Lea sembra stiano finalmente per vedere la luce dopo un parto lunghissimo mentre per l’aggiornamento del nomenclatore tariffario siamo ancora in attesa di date certe. I risparmi derivanti dalla digitalizzazione della sanità restano una promessa reiterata. Tra gli elementi di continuità delle politiche messe in campo da Lorenzin ricordiamo la farmaceutica: la tutela degli interessi delle aziende del comparto è stata decisamente maggiore rispetto a quella nei confronti dei cittadini e delle casse dello Stato. In tal senso esemplare è il caso della cura dei soggetti affetti da epatite C: il prezzo altissimo del farmaco non consente l’accesso al trattamento di tutti i cittadini che ne avrebbero bisogno ”.

Per i pentastellati Lorenzin è “l’highlander” della XVII Legislatura: “cambiano i governi ma lei, inossidabile, resta piantata sullo scranno del ministro della Salute . Evidentemente oltre a garantire equilibri politici, Lorenzin è anche il soggetto più indicato per realizzare la progressiva e sotterranea operazione di smantellamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale e di negazione del diritto alla salute”.

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