Dai Lea alla piramide dei ricercatori, alle retribuzioni individuali di anzianità, ecco una panoramica delle novità per la sanità in manovra
Sono molte le novità per la sanità in manovra approvate nel corso della maratona notturna in commissione Bilancio. Il ddl è attualmente all’esame dell’Aula di Montecitorio.
Dal rinvio della direttiva ‘Bolkestein’ agli sgravi per le assunzioni di rifugiati nelle coop sociali, passando per assunzioni nel mondo della scuola e dei conservatori fino ai Lea, sono tante le misure introdotte e altrettante le novità per la sanità in manovra.
Prima di tutto, ci saranno più margini di spesa per il personale del Ssn per le Regioni a posto con i conti e con i Lea.
Infatti, per le Regioni virtuose si introduce un’alternativa all’adempimento in vigore di graduale riduzione della spesa del personale per un importo pari a quello della spesa dell’anno 2004, decurtata dell’1,4%,
Quale? Il l rispetto del tetto massimo determinato dalla spesa media del personale del Ssn relativo al triennio di osservazione 2015 – 2017, oltre al rispetto dell’equilibrio. Vale a dire un’oscillazione massima non superiore allo 0,8% rispetto all’obiettivo da perseguire.
Un’altra delle novità per la sanità in manovra è l’istituzione di una banca dati per le DAT.
Questa operazione va così a completare quanto già previsto dalla legge sul biotestamento approvata in via definitiva dal Senato. Perciò è stata prevista una copertura di 2 milioni.
Altra importante novità è quella relativa allo stanziamento di un milione per il risarcimento agli eredi dei danneggiati da emotrasfusione.
Per valorizzare la presenza presso le strutture del Ssn del personale della dirigenza, il Fondo sanitario nazionale viene incrementato.
Nello specifico, di 30 mln nel 2019, 35 mln nel 2020, 40 mln nel 2021, 43 mln nel 2022,55 mln nel 2023, 68 mln nel 2024, 80 mln nel 2025 e 86 mln a decorrere dal 2026.
Queste risorse saranno destinate a incrementare il Fondo per il trattamento economico accessorio della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria.
In arrivo anche la cosiddetta Piramide dei ricercatori. Questa consentirà la stabilizzazione dei precari degli Ircs e degli istituti zooprofilattici e prevede un percorso a tappe.
Vi sarà infatti un contratto a tempo determinato per ricercatori e per le figure professionali di supporto della ricerca della durata di 5 anni rinnovabili per altri 5 una sola volta e successivo possibile passaggio a tempo indeterminato nel servizio sanitario. Nel frattempo, sono prorogati i contratti in essere.
In tal senso verranno stanziati 19 mln per 2018, 50 mln per il 2019 e 70 mln per il 2020 e 90 mln per 2021.
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