Il ddl mira a garantire ai pazienti un miglioramento della qualità della vita, oltre che un grande risparmio per il Servizio sanitario nazionale
E’ stato presentato in Senato, a prima firma della senatrice del Partito Democratico, Maria Spilabotte, il disegno di legge per la “Disciplina nazionale della nutrizione artificiale parentale ed enterale, ospedaliera e domiciliare”. Il provvedimento ha l’obiettivo di garantire ai pazienti, su tutto il territorio nazionale, il diritto in caso di bisogno alla nutrizione artificiale a domicilio, per evitare l’ospedalizzazione, con un miglioramento netto della loro qualità di vita e un grande risparmio per il Servizio sanitario nazionale
“Dietro la presentazione di questo Ddl – ha spiegato Spilabotte – c’è grande lavoro della Asl di Frosinone, la provincia in cui sono eletta. Qui il servizio funziona, ma altrove no. Le Linee guida del ministero della Salute sulla nutrizione artificiale sono del 2003, ma la terapia non è garantita su tutto il territorio nazionale in modo omogeneo. Nel Lazio siamo fortunati. Questo significa che in molte regioni non viene offerta se non in ospedale, con tutto quello che comporta in termini di sofferenze e di costi aggiuntivi. Offrire a tutti gli ammalati questa possibilità presso il proprio domicilio significa garantire una prestazione sanitaria essenziale e quindi attuare pienamente l’articolo 32 della Costituzione”.
Tra i firmatari della proposta anche la senatrice Laura Bianconi, presidente del gruppo Alternativa popolare-Centristi per l’Europa, che ha annunciato di voler chiedere l’immediata calendarizzazione della proposta in Commissione Igiene e Sanità a Palazzo Madama, oltre che di voler presentare un’interrogazione un’interrogazione al Ministro della Salute per chiedere che la nutrizione artificiale domiciliare sia inclusa nei Lea.
“Sono lieta – ha commentato Banconi – che questo Ddl abbia trovato un consenso trasversale. Troppo spesso si parla di nutrizione soltanto riguardo il fine vita, ma non è così. Purtroppo in Italia manca una disciplina uniforme, così le Regioni rimangono sole nel garantire quello che deve essere considerato e riconosciuto come diritto. Un diritto, quello alla nutrizione artificiale di cui sono convinta non si deve parlare soltanto in caso di fine vita, ma anche in presenza di patologie importanti che impongono il ricorso alla nutrizione artificiale. E questo è senza dubbio uno dei meriti di questo disegno di legge che, finalmente, pone al centro del dibattito politico il varo di una disciplina uniforme e univoca”.




