Obbligo di custodia della strada e relativa prova liberatoria: il singolare caso di chiamata in causa del comune per sinistro avvenuto su strada provinciale (Cass. civ., sez. VI – 3,  30 marzo 2022, n. 10188).

Obbligo di custodia della strada ancora all’esame del Supremo Organo che passa al vaglio la responsabilità dell’ente proprietario della strada e i principi della prova liberatoria. In tema di responsabilità dell’Ente proprietario della strada, in qualità di custode ai sensi dell’art. 2051 c.c., ai fini della prova liberatoria, bisogna distinguere tra situazione di pericolo connessa alla struttura ed alla conformazione della strada e delle sue pertinenze, e quella dovuta ad una repentina e imprevedibile alterazione dello stato della cosa, poiché solo in quest’ultimo caso può configurarsi il caso fortuito.

L’automobilista conveniva in giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Treviglio il Comune deducendone violazione dell’obbligo di custodia al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti allorquando, mentre si trovava alla guida della propria autovettura, urtava su una barriera di plastica.

Istruita la causa mediante escussione dei testi e dichiarata la contumacia del Comune, il Giudice di Pace di Treviglio, con sentenza n. 247 del 2017 accoglieva la domanda attorea condannando il Comune al risarcimento dei danni subiti ed alla refusione delle spese di lite.

Il Comune impugnava la decisione in appello e il Tribunale, rigettava il gravame sul presupposto che in capo al Comune sussisteva comunque un potere di controllo sul suo territorio, da ritenersi sotto la sua sfera di custodia. Potere che da un lato coesisteva e dall’altro prescindeva da quello dell’eventuale diverso proprietario della strada provinciale luogo del sinistro.

Avverso tale decisione il Comune propone ricorso per Cassazione denunciando la violazione e la falsa applicazione dell’art. 2051 c.c. e degli obblighi di custodia, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.

Secondo il  Comune, nel caso in cui si verifichi un sinistro stradale, il legittimato passivo ex art. 2051 c.c. è l’ente proprietario della strada dove il suddetto sinistro è avvenuto, ovvero il concessionario, o colui il quale abbia la disponibilità giuridica della cosa in forza di contratti, accordi o concessioni e non certamente il Comune per il solo fatto che il tratto di strada dove si è verificato l’evento ricada nel suo territorio.

La doglianza è fondata.

In tema di responsabilità dell’ente proprietario della strada, in quanto custode ai sensi dell’art. 2051 c.c., ai fini della prova liberatoria che quest’ultimo deve fornire per sottrarsi alla responsabilità e all’obbligo di custodia,  si deve distinguere tra “situazione di pericolo connessa alla struttura ed alla conformazione della strada e delle sue pertinenze e quella dovuta ad una repentina e imprevedibile alterazione dello stato della cosa, poiché solo in quest’ultimo caso può configurarsi il caso fortuit, in particolare quando l’evento si sia verificato prima che l’ente proprietario abbia potuto rimuovere, nonostante l’attività di controllo espletata con diligenza, l’imprevedibile condizione di pericolo determinatasi da obiettiva situazione di pericolosità […]”.

La Suprema Corte precisa che il criterio della responsabilità di cui all’art. 2051 c.c., e il connesso obbligo di custodia, ha carattere oggettivo, essendo sufficiente per la sua configurazione la dimostrazione da parte dell’attore del nesso di causalità tra la cosa in custodia e il danno, mentre al custode spetta l’onere della prova liberatoria del caso fortuito, inteso come fatto che esclude il nesso eziologico tra cosa e danno, ed è comprensivo della condotta incauta della vittima, che assume rilievo ai fini del concorso di responsabilità ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c., e deve essere graduata sulla base di un accertamento in ordine alla sua effettiva incidenza causale sull’evento dannoso, che può essere esclusiva.

Posti tali pacifici principi, la Corte d’Appello ha errato poiché non ha verificato se il Comune, che non era il proprietario della strada, avesse realmente il potere di esercitare un controllo o di eliminare le situazioni di pericolo insorte.

In conclusione, la Suprema Corte di Cassazione accoglie il ricorso e annulla la sentenza impugnata.

§§

La sentenza commentata si presenta interessante per la diversificazione (id est legittimazione passiva) del custode Comune e Provincia in caso di sinistro avvenuto su Strada Provinciale.

Come noto la strada provinciale è sotto la custodia della Provincia, a tutti gli effetti di legge. Invece, nel caso esaminato, il danneggiato ha citato a giudizio il Comune e non la Provincia.

Secondo il ragionamento del Tribunale di Bergamo, in capo al Comune sussiste un potere di controllo sul suo territorio, da ritenersi sotto la sua sfera di custodia, e dunque, anch’esso rientrante negli obblighi di custodia.  Quindi tale potere di controllo, coesiste e  prescinde da quello dell’eventuale diverso proprietario della strada provinciale luogo del sinistro.

Lascia un po’ perplessi questa decisione, poiché ci si interroga sulla possibilità di accertato omesso controllo della strada provinciale. Ebbene, in tale caso la responsabilità è esclusivamente del Comune o deve essere ripartita anche nei confronti della Provincia ?

La redazione giuridica

Sei stato coinvolto in un incidente stradale? hai subito un danno fisico o perso un congiunto e vuoi ottenere il massimo risarcimento danni? Clicca qui

Leggi anche:

Sinistro stradale e trauma cranico del pedone

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui