Sinistro stradale che provoca trauma cranico e multiple contusioni al pedone: viene riconosciuta la responsabilità dell’automobilista (Tribunale di Potenza, Sentenza n. 679/2021 del 17/06/2021- RG n. 791/2019).

Trauma cranico e svariate contusioni al pedone. Il Giudice, nel corso del giudizio azionato dal danneggiato, formula una proposta conciliativa e, successivamente, le parti danno atto di avere raggiunto un accordo sulla scorta di tale proposta comprendente anche le spese di lite.

La vicenda. Il pedone investito cita a giudizio l’Assicurazione, il proprietario e il conducente del veicolo responsabile dell’investimento onde vederne accertata la responsabilità e il conseguente obbligo al risarcimento dei danni subiti.

In particolare, l’attore deduce che in data 19 maggio 2017, alle ore 10,00 circa, veniva investito dalla vettura  Opel Zafira mentre attraversava la carreggiata sulle apposite strisce pedonali.

Il conducente della Opel, dopo avere effettuato la curva a destra, a causa dell’elevata velocità, non vedeva il pedone sulle strisce che veniva colpito sull’arto inferiore sinistro e condotto al Pronto Soccorso ove venivano diagnosticate “fratture multiple, contusioni multiple e trauma cranico”.

L’Assicurazione della Opel,  prima dell’introduzione del giudizio, corrispondeva all’attore l’importo di euro 18.000,00, non ritenuto sufficiente e trattenuto in acconto.

Il Giudice formula una proposta conciliativa e, successivamente, le parti danno atto di avere raggiunto un accordo  sulla scorta della proposta giudiziale.

In considerazione di ciò, il Tribunale dichiara la cessazione della materia del contendere.

Al riguardo viene precisato che la cessazione della materia del contendere è istituto non disciplinato dal codice di rito, ma che, tuttavia, può dirsi pienamente esistente anche nell’ordinamento processuale civile in forza di un ormai consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità – quale  diritto vivente .

I fatti che determinano la cessazione della materia del contendere sono eterogenei, ma possono essere ricondotti entro due generali categorie, rappresentate dagli eventi di indole processuale e dagli eventi di natura sostanziale.

Per quanto riguarda la prima categoria, essi sono accomunati dalla situazione per la quale viene emanato in altro procedimento un provvedimento giudiziale che rende inutile la pronuncia richiesta.

La seconda categoria, invece, essi coincidono con ogni atto o attività delle parti che, incidendo sull’oggetto del processo, crea, attraverso la modificazione o estinzione della situazione sostanziale ivi originariamente dedotta, un nuovo assetto di interessi e, di conseguenza, rispettivamente, l’inattualità o l’inutilità di una pronuncia giudiziale su di un rapporto non più in atto perché estinto o modificato in forza di un atto dell’autonomia negoziale.

Difatti, la transazione, o accordo transattivo, costituisce un evento d’indole sostanziale, rappresentando, in particolare, un fatto sopravvenuto determinante la modificazione del rapporto controverso.

Ed ancora, venuta meno la materia del contendere, ma persistendo tra le parti contrasto in ordine all’onere delle spese processuali, il Giudice del merito deve decidere secondo il principio della soccombenza virtuale, previ gli accertamenti necessari.

In particolare, in caso di soccombenza virtuale, il Giudice deve verificare se la domanda, qualora non si fosse verificata la riferita causa di cessazione della materia del contendere, sarebbe stata o meno accolta, potendo, però, anche procedere, qualora ne ravvisi i presupposti, alla compensazione delle spese.

Le parti in causa non hanno evidenziato nessun contrasto  in ordine alla regolamentazione delle spese processuali, poiché l’accordo raggiunto sulla scia della proposta giudiziale, prevedeva anche la corresponsione di una somma, da parte della convenuta in favore dell’attore a titolo di rifusione delle spese legali.

Concludendo, il Tribunale di Potenza,    dichiara cessata la materia del contendere, essendo state le lesioni fisiche, in specie trauma cranico, contusioni e fratture multiple, interamente risarcite, e dichiara non doversi provvedere sulle spese di lite.

Avv. Emanuela Foligno

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