L’aggressore è accusato di omicidio volontario premeditato, ma dichiara di essere andato dal dottor Gianni Palumbo per parlare e per chiedergli aiuto

Si è tenuta nei giorni scorsi a Imperia l’udienza preliminare nei confronti dell’uomo che lo scorso 27 settembre ha ucciso con 17 coltellate il medico legale Gianni Palumbo. Il professionista, esperto nel settore delle assicurazioni e docente a contratto presso l’Università di Genova, era stato raggiunto dall’assassino nel suo studio di Sanremo.

Probabilmente l’aggressore voleva vendicarsi per una perizia sfavorevole effettuata dal camice bianco. ”Tu mi hai rovinato”, avrebbe urlato – secondo alcune testimonianze – facendo irruzione nell’ufficio.

A distanza di circa un anno dal delitto si è aperto dunque il procedimento a carico del 55enne omicida, che peraltro non sarebbe stato nuovo a episodi di violenza nei confronti del personale sanitario. L’uomo è accusato di omicidio volontario premeditato. La moglie del medico si è costituita parte civile, così come l’Ordine dei medici di Imperia.

I legali della difesa, da parte loro, avrebbero chiesto il rito abbreviato per il loro assistito.

Si tratta di una mossa volta ad ottenere uno sconto della pena, che in questi casi può arrivare fino all’ergastolo.

L’imputato, nel corso dell’udienza avrebbe rilasciato dichiarazioni spontanee. In buona sostanza avrebbe riferito ai Giudici di essere andato dal dottore per parlare e per chiedergli aiuto. Poi avrebbe perso la testa dichiarando di non ricordare cosa sia successo. Avrebbe inoltre affermato di essersi sentito perseguitato e di covare rabbia, negando invece la premeditazione dell’omicidio.

Una tesi, quest’ultima, che tuttavia non convincerebbe la parte civile, in quanto – come riportano gli organi di stampa locale – diversi elementi lascerebbero presuppore che la premeditazione ci sia stata. La prossima udienza, ora, è fissata per il prossimo 13 dicembre.

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