Operazione Privilegio: cinque arresti, coinvolti medici e militari

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Cinque persone, tra cui medici, sono state arrestate per corruzione e falso. Si facevano pagare per avere vantaggi sulle pratiche medico-legali

Questa mattina, nell’ambito della Operazione Privilegio come è stata ribattezzata dalle Forze dell’Ordine, è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 5 soggetti.

Si tratta di 5 persone, tra medici e militari, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di “corruzione, falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, giustificazione dell’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia, fraudolento danneggiamento dei beni assicurati”.“

Oltre ai 5 arresti ci sarebbero anche 23 indagati. L’indagine è stata coordinata dall’aggiunto Paolo Ielo e dal pm Stefano Rocco Fava.

Le persone coinvolte sono tutti medici e impiegati all’epoca dei fatti presso i ministeri dell’Economia e della Salute, oltre che al Dipartimento Militare di Medicina Legale di Roma. Questi, dietro cospicue somme di denaro, offrivano benefici e vantaggi sulle pratiche medico-legali.

Cifre alte, che si aggiravano attorno alle migliaia di euro.

L’indagine del Nucleo Investigativo dei carabinieri, coordinata dalla procura di Roma, aveva preso avvio grazie alla denuncia di un vigile del fuoco in congedo.

L’uomo aveva raccontato alle forze dell’ordine che S.C., impiegato civile presso il Dipartimento Militare di Medicina Legale della Capitale, gli aveva proposto di ottenere il trattamento pensionistico privilegiato.

Come? Dietro il pagamento del 35% degli arretrati, che sarebbero stati conseguiti a partire dal 1995.

L’indagine denominata Operazione Privilegio non si è ovviamente fermata lì. Ben presto sono emerse le responsabilità di V. R. ex dipendente del Ministero dell’Economia delle Finanze ora in pensione. E di un militare in congedo, C. C.. Quest’ultima, aveva ricevuto indebitamente da militari delle Forze Armate cospicue somme di denaro.

Soldi che valevano come corrispettivo per gli interventi realizzati dal militare. L’uomo infatti si era adoperato per “agevolare” procedimenti amministrativi sanitari. Tutti ovviamente finalizzati alla concessione di benefici medico – legali di vario tipo.

Le pratiche riguardavano giorni di malattia, pensioni privilegiate e riconoscimenti di malattie per cause dipendenti dal servizio.

L’ Operazione Privilegio ha inoltre permesso di scoprire che i coniugi I. A. e D. M. M., rispettivamente colonnello medico dell’Esercito e dirigente medico del ministero della Salute, avevano un ruolo chiave in questa truffa.

Questi infatti predisponevano la falsa documentazione medica attestante patologie insussistenti a carico dei loro assistiti.

Il tutto naturalmente per far ottenere loro benefici medico legali indennizzi nell’ambito di polizze assicurative che non gli sarebbero altrimenti mai spettati.

Inoltre, la stessa D. M. M., in concorso con il proprio medico di famiglia, aveva giustificato la sua assenza dal servizio con certificazioni mediche false. Infatti erano state presentate per giornate in cui aveva regolarmente svolto attività professionale privata retribuita.

 

 

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