Ma l’annuncio del Ministro non ferma la protesta dei sindacati. Giovedì 17 manifestazione nazionale a Roma

A breve settemila precari della sanità, tra medici e infermieri, saranno stabilizzati. E’ la promessa del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in visita ieri all’Ospedale Gaslini di Genova. Il Ministro ha incontrato una delegazione di precari che hanno fatto un presidio esponendo uno striscione con la scitta “una mentalità vecchia uccide il futuro dei giovani”, oltre che esporre  su dei fogli attaccati ai camici bianchi il numero degli anni di precariato

“In questa legge di bilancio – ha affermato Lorenzin – io ho fortemente voluto che una parte dell’aumento del fondo fosse vincolato a un fondo strutturale per la stabilizzazione e lo sblocco del turn over  e prevediamo che questa misura possa interessare più di 7000 precari tra infermieri e medici. Questi elementi sono aggiuntivi rispetto a quelli già effettuati rispetto allo scorso anno; dove abbiamo ricevuto il fabbisogno delle Regioni, abbiamo dato il via libera ad assunzioni a tempo indeterminato. Però – ha concluso il ministro – bisogna fare i concorsi e assumere”.

Intanto, nonostante l’annuncio del Ministro, i sindacati confermano l’iniziativa di protesta prevista Roma “per la stabilizzazione del precariato e nuova occupazione”, otre che “per un contratto di lavoro che garantisca dignità professionale e qualità dei servizi sanitari ai cittadini”.

Medici, veterinari e dirigenti sanitari aderenti alle sigle dell’Intersindacale, ANAAO ASSOMED – CIMO – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL MEDICI, daranno vita ad un sit-in giovedi 17 novembre a Piazza Montecitorio con inizio alle ore 11.00.

“Le assunzioni e/o stabilizzazioni di precari annunciate con grandi squilli di trombe – sottolineavano i sindacati nel lanciare la manifestazione  appaiono incerte nei tempi e nelle procedure, dotate di stanziamenti esigui rispetto al numero degli aventi diritto ed alle necessità delle dotazioni organiche, anche per rispettare le direttive europee. Senza contare che i precari di lungo corso della ricerca sono addirittura dimenticati, sostituiti dai bonus”.

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