La pubblica accusa ritiene sussistente la responsabilità medica in capo a un camice bianco dell’ospedale di Rovigo, dove nel 2016 un bambino perse la vita a seguito di una presunta diagnosi errata

Il Pubblico ministero di Rovigo ha chiesto una condanna a 18 mesi per un medico del locale ospedale accusato di omicidio colposo in relazione al decesso di un bambino di 6 anni, morto nel gennaio del 2016 per una presunta diagnosi errata nel reparto di pediatria, dopo due accessi in Pronto soccorso.

Il giovane era giunto nel nosocomio accusando febbre e dolore addominale. Un malessere che sarebbe stato scambiato per gastroenterite quando invece, si trattava di una ansa ileale strangolata che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe necessitato di un intervento chirurgico.

In particolare, come riferisce la Voce di Rovigo, al camice bianco, primario facente funzione del reparto di pediatria, viene contestato di aver “omesso di richiedere una consulenza chirurgica generale o specialistica pediatrica, di richiedere approfondimenti ematochimici, di non aver richiesto approfondimenti strumentali, di non aver incluso nella diagnosi differenziale la possibile occlusione intestinale, e in conseguenza di pregressi errori professionali la prescrizione dell’intervento chirurgico dell’asportazione dell’ansa ileale strangolata e il ripristino della canalizzazione”.

L’avvocato della famiglia ha inoltre chiesto il risarcimento dei danni per i congiunti, compresi i nonni del bambino. La decisione del Giudice, che dovrà pronunciarsi sulla responsabilità del professionista indagato per la tragedia, è attesa per fine settembre. Lo scorso luglio, le conclusioni dei periti nominati dal giudice avevano escluso la responsabilità del medico sulla morte del piccolo.

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