Nuovi episodi di violenza a Napoli e Roma. Nella capitale un’operatrice sanitaria finisce in sala operatoria con il naso rotto
Non si fermano gli episodi di aggressione nei confronti del degli operatori sanitari in servizio presso gli Ospedali italiani. Vittime predilette di questa escalation di violenza, che si concentra in particolar modo nelle sale d’attesa dei Pronto soccorso, sono gli infermieri. Recentemente Responsabile Civile ha cercato di fare luce su cause e possibili rimedi a tale fenomeno in un’intervista al Presidente dell’Associazione Avvocatura di Diritto Infermieristico, Mauro Di Fresco, ma nel frattempo l’elenco di aggressioni, riportate dai media o denunciate dalle sezioni territoriali dei sindacati, si è arricchito di nuovi episodi. Le ultime denunce si riferiscono a due casi verificatisi rispettivamente a Napoli e Roma.
Nel capoluogo partenopeo l’autore della violenza è stato addirittura un anziano, che si trovava al Pronto soccorso dell’Ospedale Loreto Mare. L’uomo, si legge sul Mattino, era in attesa per la presenza di altri pazienti con un livello di urgenza superiore e dopo essersi più volte lamentato a voce alta ha perso la pazienza ed è entrato per protestare nell’area medica del pronto soccorso. A quel punto un infermiere lo ha invitato a tornare in sala d’aspetto ma di tutta risposta l’anziano gli ha rifilato un colpo con il suo bastone di legno procurandogli un trauma cranico non commotivo.
A Roma, invece, il quotidiano il Tempo riporta quanto accaduto la scorsa settimana a un’infermiera in servizio da dodici anni presso il Policlinico di Tor Vergata. L’operatrice sanitaria è finita in sala operatoria ed è uscita dall’Ospedale con il naso rotto e due tamponi; aveva iniziato il proprio turno già da qualche ora e si trovava alle prese con un paziente gravissimo appena arrivato, quando una ragazza ha fatto irruzione nell’area medica infierendo contro un camice bianco per poi iniziare a sferrare calci e pugni contro lo stesso medico finendo per colpire la malcapitata infermiera al volto. Sembra che la l’aggreditrice fosse giunta in Pronto soccorso per un attacco di panico. Entrata con un codice giallo avrebbe poi simulato uno svenimento, ma i medici se ne erano accorti e pur avendola visitata l’avevano poi rimandata in sala d’aspetto non essendoci uno stato di malessere tale da giustificare il codice rosso.




