Lavorare dietro un bancone sta diventando una moda. Sempre più ragazzi e ragazze scelgono di diventare barman, i grandi supermercati investono sempre di più nei servizi di gastronomia e i laboratori di mense, le pasticcerie ed i ristoranti assumono personale.

Del resto in Italia lo sappiamo… se esiste un settore che vede raramente le crisi è proprio quello della ristorazione.

Ma praticare attività lavorative come queste sottopone la nostra schiena ad un continuo ed usurante lavoro. Bada bene, il lavoro in sé non arrecherebbe danni, piuttosto è la mancanza di una buona norma igienica di movimento che alla lunga li genera.

Mi spiego meglio. Il nostro organismo si è sviluppato nei millenni attraverso il movimento e le sue funzioni, se però noi di queste funzioni ne eseguiamo giornalmente una minima parte e per di più le ripetiamo per 35/40 anni, ecco che si creano disfunzioni motorie che possono portare dolore ed impossibilità di movimento. Quanto detto vale per qualsiasi lavoro. 

Quando lavoriamo al banco, per via della struttura stessa che solitamente alloggia sotto il piano di lavoro dei frigoriferi o delle scaffalature, i nostri piedi non sono quasi mai sotto. Si determina così un minimo allontanamento dal bordo superiore (almeno 10 cm) e di conseguenza uno sbilanciamento in avanti del tronco al fine di portare l’articolazione delle spalle appena al di sopra del piano di lavoro. 

Tale sbilanciamento in avanti è dovuto dal fatto che lavorando sul piano con le mani, gli arti superiori devono poter essere liberi di muoversi stando comunque in avanti rispetto al corpo. E qui si genera un altro problema, braccio e avambraccio hanno un loro peso specifico che siamo abituati a sostenere, ma quando questi si allontanano troppo dal tronco, il loro peso aumenta se lo consideriamo a livello della muscolatura lombare che già sta tenendo in piedi tutto il sistema, questo accade per una semplice regola fisica che per praticità non sto ad enunciare (principi delle leve di I grado).

Se pensi che sia troppo complicato limitati ad osservare di fianco un barista o un banconista, ad esempio, e capirai ciò che ho tentato di descriverti. 

Lo sbilanciamento in avanti non è mai eclatante ma sempre minimale. Il danno dunque viene arrecato dal fatto che si protragga per anni e che non venga mai fatto un esercizio di ri-equilibrio.

Cosa fare? Ginnastica ovviamente! Vediamo quindi la sesta scheda!

Esercizio 2 – Rotazione ed inclinazione del collo.

In piedi con le spalle rilassate, braccia distese verso il basso, ari inferiori leggermente divaricati, testa dritta e sguardo rivolto in avanti. Ruota il capo verso destra ed inclinalo in avanti, come se volessi portare il naso verso l’incavo ascellare. Per aumentare la tensione puoi afferrare la parto posteriore della testa (occipite) con la mano destra e trazionarla leggermente in avanti. Mantieni la posizione per 30 secondi. Delicatamente torna alla posizione di partenza. Ora esegui dal lalto opposto.

Esercizio 5 – Estensione del capo (Guardare le stelle)

Mettiti in una posizione comoda, se vuoi anche a sedere su di una sedia con schienale. Retrai leggermente il mento ed inizia a volgere lo sguardo in alto. Porta quindi il mento in verso il soffitto finche non avvertirai tensione al collo. Mantieni questa posizione per 30 secondi e poi torna alla posizione di partenza.

Esercizio 10 – Stiracchiarsi dalla sedia

Mettiti comodo/a in piedi o seduto/a su di una sedia con lo schienale basso. Porta dietro di te entrambe le mani, uniscile ed incrocia le dita della mano destra a quelle della mano sinistra. A questo punto, mantenendo i gomiti tesi, allontana il più possibile le mani spingendole indietro. Avvertirai tensione anteriormente alla spalla ed al braccio. Mantieni questa posizione per 40 secondi avendo cura di mantenere il capo in asse con le spalle. 

Esercizio 12 – Mani in alto!

In piedi, incrocia le dita delle mani tra loro, ruota il palmo delle mani in alto e porta il dorso delle mani sul capo. Ora cerca di spingere le mani il più indietro possibile fino a quando non avverti la tensione dell’allungamento. Mantieni per 40 secondi e poi torna alla posizione di partenza.

Una variante di questo esercizio consiste nel distendere i gomiti e portare il palmo delle mani più in alto possibile, poi eseguire la spinta verso dietro.

Esercizio 28 – Esercizio della maniglia

Per questo esercizio hai bisogno di una porta e della sua maniglia.

Apri la porta a metà ed afferra la maniglia sia internamente che esternamente con le due mani. Posiziona i piedi lateralmente alla porta e successivamente accovacciati come se ti volessi appendere in parte alla maniglia. Mantieni questa posizione per 30 secondi e poi torna alla posizione di partenza.

Esercizio 37 – La grande X

Distenditi a terra con la schiena adagiata al pavimento. Porta le braccia in fuori all’altezza delle spalle e rivolgi il palmo delle mani verso il basso. Ora fletti il ginocchio destro, portalo verso il tronco e ruota sia il ginocchio che il bacino verso sinistra il più possibile. A questo punto inizia ad estendere il ginocchio destro ed il perso dell’arto inferiore porterà il piede destro ancor più vicino al pavimento aumentando la tensione muscolare. Conta fino a 40 e poi esegui dal lato opposto.

Esercizio 39 –  L’abbraccio del ginocchio

Siediti a terra con gli arti inferiori distesi e vicini tra loro. A questo punto piega il ginocchio destro e poggia a terra il piede destro all’esterno del ginocchio sinistro. Le tue gambe quindi saranno incrociate, la destra piegata e la sinistra distesa.

Afferra il ginocchio destro con entrambe gli arti superiori come in un abbraccio e trazionalo un poco verso il petto. Mantieni questa posizione per 40 secondi e poi esegui dal lato opposto.

Esercizio 41 –  Stretching del piriforme 1

Distenditi a terra con la schiena, fletti il ginocchio destro poggiando il piede a terra, poi fletti anche il ginocchio sinistro e poggia l’esterno della caviglia sinistra sul ginocchio destro.

A questo punto afferra il ginocchio destro con entrambe le mani e traziona gli arti inferiori così posizionati verso il petto finché non avvertirai la giusta tensione al gluteo sinistro. Mantieni la posizione per 40 secondi e poi esegui dal lato opposto.

Esercizio 66 –  Il primo classico del polpaccio

In piedi di fronte ad una parete poggia la punta del piede destro al muro e fai un passo indietro con il piede sinistro. Poggia le mani al muro, piega il ginocchio destro e mantieni in tensione il sinistro. Mantieni il tallone sinistra a terra e la punta del piede ben orientata in avanti. Fermati quando raggiungi il tuo giusto livello di tensione muscolare. Mantieni la posizione per 40 secondi e poi torna alla posizione di partenza. Successivamente esegui dal lato opposto.

Dr Paolo Scannavini

pscannavini@gmail.com

Fisioterapista e Kinesiologo

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