Non essendovi rapporto di causalità tra il sinistro stradale e il decesso, non vi è rapporto di causalità tra l’incidente e la modificazione peggiorativa della moglie (Tribunale di Cosenza, Sez. II, Sentenza n. 1929/2021 del 05/10/2021)

Gli eredi del passeggero deceduto citano a giudizio proprietario-conducente e compagnia assicuratrice del veicolo deducendo:

  • che il 27 aprile 2008, intorno alle 20,20, il veicolo Fiat Croma mentre percorreva a velocità sostenuta la SS 660 , nei pressi della località “Cocozzello”, in una curva era sbandato ed era andato a urtare contro il guard rail posto sul margine destro della carreggiata;
  • che, al momento del sinistro, a bordo del veicolo si trovavano due passeggeri;
  • che, a seguito di tale evento, il passeggero aveva subito lesioni tali che, dopo ripetuti ricoveri ospedalieri, ne avevano, in data 1.07.2008, causato il decesso;
  • che chiara appariva la responsabilità del sinistro in capo al conducente, così come era evidente che la morte del passeggero doveva ricondursi agli esiti delle lesioni dallo stesso subite da tale sinistro.

Invocano, quindi, la condanna dei convenuti, in solido, al risarcimento dei danni iure hereditatis e iure proprio, da contenere nel limite di euro 800.000,00.

L’Assicurazione eccepisce che il massimale per il quale era assicurato il veicolo in questione ammontava ad euro 774 .685,85 e contesta la sussistenza del rapporto di causalità tra il sinistro stradale e il decesso del passeggero.

Il Giudice disponeva CTU onde accertare la sussistenza del nesso di causalità tra il sinistro e il decesso.

Il Consulente concludeva che “E’ possibile ritenere più probabile che non che il de cuius abbia riportato nel sinistro una contusione polmonare che ha determinato una insufficienza respiratoria ingravescente e mortale”.

Successivamente, la causa veniva rimessa sul ruolo, ritenendo la CTU carente in punto di motivazione del nesso di causalità tra il sinistro e il decesso e veniva disposta ragione veniva disposta una nuova CTU, affidata ad un collegio di tre medici .

Esperita la nuova CTU, all’esito dell’udienza del 7 maggio 2021 la causa veniva trattenuta a sentenza.

Il Giudice ritiene :

a) acclarato che, il de cujus il giorno 27 aprile 2008 si trovava a bordo del veicolo Fiat Croma , quando tale veicolo, a causa dell’eccessiva velocità , mentre percorreva un tratto curvilineo della SS 660 , nei pressi della località “Cocozzello”, sbandava e urtava contro il guard rail posto sul margine destro della carreggiata;

b) pacifica la carenza di motivazione sul nesso di causalità tra il sinistro e il decesso, così come emerge dalla CTU. Il Consulente, ha affermato, anche in sede di integrazione al suo elaborato, che “è possibile ritenere più probabile che non che il soggetto, pur essendo già portatore di alcune patologie molto gravi (cirrosi epatica, diabete mellito di tipo 2 in trattamento insulinico, artrite reumatoide, pancreatite cronica, gammopatia monoclonale, fibrotorace sinistro) di cui alcune (artrite reumatoide – fibrotorace sinistro) coinvolgenti indirettamente o direttamente l’apparato respiratorio, e che quindi assumono il ruolo di concause preesistenti, abbia riportato nel sinistro una contusione polmonare che ha determinato una insufficienza respiratoria ingravescente e mortale”.

Viene precisato, però, che tale diagnosi (contusione polmonare) non è mai stata formulata dai sanitari che hanno avuto in cura il deceduto nel periodo interessato, sebbene la clinica e la diagnostica inducano a crederne l’esistenza.

Il CTU, dunque, desume la probabile esistenza del nesso di causalità dalla probabilità che il passeggero abbia subito, nel sinistro, una contusione polmonare; di tale contusione polmonare, però, non v’è traccia nei referti in atti.

Per tale ragione viene ritenuta condivisibile la seconda CTU, nella quale il collegio ha concluso che: “La diagnosi di Pronto Soccorso non documenta un trauma cranico -toracico o addominale . In Pronto Soccorso venne posta diagnosi di distorsione del rachide cervicale e di trauma contusivo del ginocchio. Non vi è alcuna menzione di un trauma toracico contusivo o fratturativo. Per come è noto il paziente era affetto da importanti preesistenze patologiche : cirrosi epatica – diabete mellito tipo 2 in trattamento insulinico – artrite reumatoide – pancreatite cronicagammopatia monoclonale – broncopolmonite a lenta risoluzione in paziente con fibrotorace. Pur non essendovi evidenze traumatiche del torace per impatto dello stesso contro le strutture rigide dell’abitacolo dopo quattro giorni dall’incidente stradale, venne registrato un aggravamento del quadro clinico respiratorio connotato da dispnea e da un opacamento toracico. L’aggravamento del quadro patologico polmonare può essere correlato ad uno “scuotimento dei polmoni ” con impatto del polmoni contro le strutture interne della gabbia toracica o all’allettamento indotto dal quadro patologico accertato in Pronto Soccorso con conseguente alterazione della dinamica respiratoria. Tale aggravamento, che potremo definire sotto il profilo cronologico post traumatico, induce i CTU a riconoscere il danno biologico temporaneo assoluto dal 22 aprile 2008 al 13 maggio 2008 , epoca in cui il paziente venne dimesso dall’Ospedale di Acri con la risoluzione del quadro patologico acuto. Di fatto l’esame radiografico del torace già il 06 maggio 2008 documentava l’assenza di lesioni pleuroparenchimali in paziente con fibrotorace a sinistro. Tuttavia si ritiene logico riconoscere anche gli ulteriori sette giorni di ricovero presso l’Ospedale di Acri con dimissione 13 maggio 2008. Quando il paziente si ricoverò il 4 giugno 2008 presso l’Unità Operativa di Medicina Valentini del Presidio Ospedaliero di Cosenza, la diagnosi di entrata era di “Insufficienza respiratoria in paziente con fibrosi polmonare”. Non vi era alcuna evidenza post traumatica ma solo la evoluzione del quadro patologico già presente prima del sinistro . Seguirono altri ricoveri sempre correlati alle preesistenze patologiche ed in particolare alla bronco pneumopatia cronica ostruttiva ed al fibrotorace. Il 1 luglio 2008 il paziente è deceduto. In paziente che presentava una intrinseca fragilità indotta da un quadro polipatologico, non emerge il rapporto di causalità tra il sinistro stradale e l’aggravamento del quadro patologico e l’evento morte …”

Infine, per quanto riguarda le condizioni peggiorative della moglie del de cujus, attribuibili ai patimenti derivanti dal sinistro occorso al marito, i CTU osservano che “Certamente la modificazione peggiorativa dello stato anteriore della Signora è da porre in rapporto di causalità con il decesso del marito”.

Tuttavia, osserva il Giudice, non essendovi rapporto di causalità tra l’incidente stradale ed il decesso, non vi è rapporto di causalità tra il sinistro stradale e la modificazione peggiorativa dello stato anteriore della moglie.

Ciò posto, viene ritenuta infondata la domanda risarcitoria della donna, mentre quella inerente il passeggero viene ritenuta parzialmente fondata.

In conclusione, in parziale accoglimento della domanda attorea, viene riconosciuto in capo agli attori il solo diritto al risarcimento del danno relativo ai 22 gg di ITT , in applicazione del valore massimo di cui alle tabelle del Tribunale di Milano del 2021, in euro 3.427,00.

Le spese di giudizio vengono compensate per metà tra le parti, con liquidazione, per il resto in favore degli attori.

Le spese delle CT U, vengono definitivamente poste a carico dei convenuti, in solido.

§§§

Della decisione qui a commento non si condivide il ragionamento posto a monte del riconoscimento del nesso di causalità.

Premesso che non si conoscono gli atti di causa, ciò che si critica è la motivazione posta in sentenza.

Il primo CTU rilevava “più probabile che non che il soggetto, pur essendo già portatore di alcune patologie molto gravi (cirrosi epatica, diabete mellito di tipo 2 in trattamento insulinico, artrite reumatoide, pancreatite cronica, gammopatia monoclonale, fibrotorace sinistro) di cui alcune (artrite reumatoide – fibrotorace sinistro) coinvolgenti indirettamente o direttamente l’apparato respiratorio, e che quindi assumono il ruolo di concause preesistenti, abbia riportato nel sinistro una contusione polmonare che ha determinato una insufficienza respiratoria ingravescente e mortale”.

Ebbene il nesso causale risulta soddisfatto dalla regola della preponderanza dell’evidenza. Bisognava, dunque, scorporare le “concause preesistenti” e liquidare l’importo differenziale.

Ciò non è avvenuto, privilegiando, invece, una seconda (inutile) CTU Medico-Legale.

Nel secondo elaborato, per quanto riportato in sentenza, si legge: “Pur non essendovi evidenze traumatiche del torace per impatto dello stesso contro le strutture rigide dell’abitacolo dopo quattro giorni dall’incidente stradale, venne registrato un aggravamento del quadro clinico respiratorio connotato da dispnea e da un opacamento toracico. L’aggravamento del quadro patologico polmonare può essere correlato ad uno “scuotimento dei polmoni ” con impatto del polmoni contro le strutture interne della gabbia toracica, o all’allettamento indotto dal quadro patologico accertato in Pronto Soccorso con conseguente alterazione della dinamica respiratoria”.

Parrebbe, dunque, che il Collegio sia indeciso tra “scuotimento dei polmoni da trauma” e “alterazione della dinamica respiratoria indotto dal quadro patologico accertato”.

Per poi evidenziare che dagli esami strumentali: ”Non vi era alcuna evidenza post traumatica ma solo la evoluzione del quadro patologico già presente prima del sinistro”.

Avv. Emanuela Foligno

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