La Corte Costituzionale è stata chiamata a vagliare la legittimità delle pene previste per l’omicidio stradale, con particolare riguardo alla revoca automatica della patente

La Consulta (Sentenza n. 88 del 17 aprile 2019), su impulso del Tribunale di Roma e di Torino, ha vagliato la legittimità delle pene connesse all’omicidio stradale con particolare riguardo alla revoca automatica della patente prevista dalle nuove norme del 2016.

Il Giudice Penale del Tribunale di Roma sollevava questioni di legittimità costituzionale dell’art. 590-quater del codice penale, inserito dall’art. 1, comma 2, della legge 23 marzo 2016, n. 41 (Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274), in riferimento agli artt. 3, 25, secondo comma, e 27 della Costituzione, nella parte in cui prevede, in caso di omicidio stradale (art. 589-bis cod. pen.), il divieto di prevalenza e di equivalenza dell’attenuante speciale di cui al settimo comma di tale ultima disposizione, secondo cui “qualora l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole la pena è diminuita fino alla metà”.

Secondo il Giudice romano la norma censurata violerebbe gli artt. 3, 25, secondo comma, e 27 Cost., in quanto “determina un trattamento sanzionatorio sproporzionato dal momento che il Giudice deve applicare una pena minima di otto anni sulla quale operare la riduzione della circostanza attenuante, così da dover comminare la pena minima di quattro anni di reclusione, mentre, se tale divieto non operasse e l’attenuante fosse ritenuta prevalente sull’aggravante di cui al secondo comma dell’art. 589-bis cod. pen. (guida in stato di ebbrezza alcoolica), potrebbe irrogare la pena minima di un anno di reclusione.

La Corte Costituzionale ritiene legittimo bilanciare circostanze aggravanti con attenuanti.

Nello specifico, la Legge n. 41 del 23 marzo 2016 ha superato l’esame costituzionale con riferimento al divieto, per il Giudice, di considerare prevalente o equivalente la circostanza attenuante speciale della “responsabilità non esclusiva” dell’imputato (la quale comporta la diminuzione della pena fino alla metà) rispetto alle concorrenti aggravanti speciali previste per tali reati, tra cui la guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Il legislatore del 2016 ha creato due nuovi reati colposi (artt. 589-bis e 590-bis c.p..), che in precedenza avevano costituito invece reati comuni aggravati dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale, e li ha accompagnati con la contestuale introduzione di questa attenuante che non solo è a effetto speciale, ma ha anche un contenuto marcatamente diverso da quello delle circostanze attenuanti comuni.

Il suo presupposto è dato dal carattere non esclusivo dell’efficienza causale della condotta dell’imputato; circostanza che ricade nel divieto di bilanciamento posto dalla disposizione censurata diversamente dalla circostanza attenuante dell’apporto di “minima importanza” del concorrente nella cooperazione colposa.

Sempre il legislatore del 2016 ha inasprito le pene accessorie atteso che la revoca della patente è prevista indistintamente per tutte le ipotesi di reati cosiddetti stradali, sia nel caso in cui ricorrono le fattispecie cosiddette semplici, sia nel caso in cui sussistono le fattispecie aggravate, mentre la disciplina previgente delle sanzioni amministrative accessorie era maggiormente graduata.

Illegittimo, invece, è l’articolo 222 del Codice della Strada, che prevede l’automatica revoca della patente di guida in ogni ipotesi di condanna per omicidio e lesioni stradali, perché costituisce indice di disparità di trattamento e irragionevolezza.

La revoca automatica della patente di guida è legittima solo nei casi di condanna per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica per l’assunzione di stupefacenti.

Ne deriva che nelle restanti ipotesi di omicidio stradale e lesioni stradali l’automatismo è illegittimo.

Spetta al Giudice Penale valutare nel concreto se applicare, in alternativa alla revoca della patente, la mera sospensione.

Avv. Emanuela Foligno

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