I professionisti non avrebbero riconosciuto la sintomatologia dell’aneurisma e non avrebbero disposto un intervento immediato per la rimozione; il paziente, dimesso, sarebbe morto di li a poche ore nel tragitto in ambulanza per raggiungere l’ospedale

Due medici sono stati condannati dal Tribunale di Arezzo per la morte di un 69enne, stroncato da un aneurisma all’aorta nel marzo del 2013; dovranno scontare una pena di otto mesi per omicidio colposo.

L’uomo, come ricostruiscono i media locali, la mattina del 21 marzo di sette anni fa si era recato, accompagnato dai parenti, in Pronto soccorso a Cortona, accusando forti dolori. Il medico di turno, tuttavia, non avrebbe ben interpretato quella sintomatologia, diagnosticandogli una lombosciatalgia e dimettendolo con la prescrizione di antidolorifici.

Il pomeriggio stesso si era recato ad Arezzo, per una visita da un chirurgo cardiovascolare, programmata da tempo in quanto una lastra aveva evidenziato la presenza di un aneurisma. Lo specialista, tuttavia, non ne avrebbe colto la gravità e non avrebbe disposto che il paziente venisse operato immediatamente anziché lasciarlo in lista di attesa.

L’uomo era quindi tornato a casa, ma la sera i dolori si erano nuovamente acutizzati, tanto da richiedere l’intervento di un’ambulanza.

Nel tragitto verso l’ospedale le sue condizioni erano precipitate sino al sopraggiungere del decesso nonostante i disperati tentativi di rianimazione da parte del personale del 118.

La successiva inchiesta, avviata per fare piena luce sull’accaduto e verificare l’eventuale sussistenza di profili di colpa medica, ha portato – dopo una prima richiesta di archiviazione alla quale si erano opposti i legali della famiglia della vittima – al rinvio a giudizio per i due camici bianchi. Nelle scorse ore per loro è arrivata la sentenza di condanna.

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