Dal 2 al 6 dicembre stop alle udienze penali per protestare contro la riforma della prescrizione che prevede la sospensione dei termini dopo il processo di primo grado

Nuovo stop della giustizia dal 2 al 6 dicembre. L’astensione dalle udienze penali è stata indetta, dopo quella del mese scorso, per protesta contro la riforma della prescrizione, che entrerà in vigore dal prossimo anno prevedendo la sospensione dei termini dopo il processo di primo grado.

Ad annunciarlo è l’Unione Camere Penali Italiane che ha proclamato l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 2, 3, 4 ,5 e 6 dicembre 2019. L’obiettivo è rendere concreto e visibile l’appello al Legislatore e alle forze politiche ad assumere o sostenere iniziative legislative volte alla cancellazione della legge che abolisce la prescrizione in appello.

Prevista anche, dal 2 all’8 dicembre, una “Maratona oratoria nazionale per la verità sulla prescrizione” a Roma in Piazza Cavour, per informare incessantemente, e senza sosta, la pubblica opinione circa “i reali contenuti di una riforma sciagurata che renderà il processo penale senza fine e colpirà in modo irrimediabile diritti fondamentali di tutti, prolungando a tempo indeterminato, ben più di quanto già oggi accada, la definizione dei processi penali, con un danno incommensurabile sia per i diritti degli imputati che per quelli delle persone offese”.

Nella delibera di astensione completa si sottolinea come la prescrizione nel nostro ordinamento sia indissolubilmente legata ai principi di presunzione di innocenza e di inviolabilità del diritto di difesa.

Essa contribuisce a definire la funzione della pena ed è contrappeso alle inefficienze della macchina giudiziaria stabilendo un limite entro il quale deve intervenire la definitiva risposta di giustizia.

“Le forze che compongono la maggioranza di Governo – affermano i penalisti – sono rimaste estranee alla nostra interlocuzione, non ritenendo di dover rispondere con posizioni precise agli appelli per l’abrogazione di una norma di sicura ispirazione autoritaria. Il Ministro della Giustizia ha inteso ribadire che il tema della prescrizione non è tra le priorità del Governo e della sua azione, nonostante che egli, pure al tempo sostenuto da una diversa maggioranza politica, avesse rappresentato quantomeno la necessità di accompagnare l’operatività della nuova disciplina della prescrizione con una riforma del processo penale finalizzata a ridurne i tempi morti e ad individuare meccanismi per limitare il numero dei dibattimenti”.

Quindi, “l’assenza di un qualsiasi segnale da parte delle forze politiche, che fino ad oggi hanno inteso ignorare la richiesta di bloccare la nuova norma sulla prescrizione, nell’ormai imminente approssimarsi della data del 1 gennaio 2020, impone all’Avvocatura penale di continuare nella protesta e nella denuncia presso l’opinione pubblica per chiarire la reale portata della riforma che, per come concepita, renderà il processo penale senza fine”.

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