Sanità elettronica? In Italia ancora solo il 6% prenota visite online

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L’Italia ancora molto indietro nel campo della digitalizzazione della Sanità rispetto agli altri paesi europei. Veneto, Lazio e Trentino Alto Adige le regioni migliori

Sapete che una visita medica si può prenotare online con un semplice click? No? Niente paura, siete in buona compagnia: solo il 6,4% degli italiani utilizza questo servizio (1 milione 722mila hanno prenotato online una visita, 1 milione 130mila quelli che, invece, hanno prenotato analisi cliniche o esami diagnostici tramite web).

L’Italia, d’altronde, è ancora molto indietro nel campo della digitalizzazione della Sanità rispetto al resto d’Europa: la Puglia è la Regione maglia nera, mentre Veneto, Lazio e Trentino Alto Adige finiscono sul podio delle regioni più “tecnologiche” in ambito sanitario.

Ma non è solo un problema dei pazienti: anche i medici non sono da meno se è ancora meno di un terzo a usare la rete digitale per l’interscambio delle informazioni sanitarie dei propri pazienti con gli altri operatori del settore.

A rivelarlo sono i dati presi in esame nell’ambito del progetto “Curiamo la corruzione” che è  promosso da Transparency International Italia, Censis, Ispe Sanità (Istituto per la promozione dell’etica in sanità), Rissc (Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità) e sostenuto da Siemens Integrity Initiative.

L’idea è quella di promuovere maggiore trasparenza e combattere la corruzione e per questo è stata avviata una sperimentazione che interessa 5 aziende sanitarie e ospedaliere di Bari, Melegnano-Martesana (Mi), Siracusa e Trento.

Il nesso diretto tra l’utilizzo di internet e la trasparenza è rilevato almeno dal 18,8% degli italiani che ritengono come una maggior digitalizzazione della Pubblica Amministrazione potrebbe dare più forza ai cittadini grazie allo snellimento di tempi e iter, oltre che alla riduzione degli sprechi. Anche il 71% dei dirigenti di strutture sanitarie pensa lo stesso. Eppure – sebbene sul piano normativo si sia evidenziata una accelerazione – nel concreto, la digitalizzazione della sanità italiana è ancora molto indietro (rispetto al programma dell’Agenda Digitale che prevede il completamento del processo del 2017).

Un esempio? Il Fascicolo sanitario elettronico funziona solo in 5 regioni (Valle d`Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Toscana); enlle altre è in fase di sperimentazione o di implementazione.

Anche per quel che riguarda l’attivazione dei pagamenti on line e la disponibilità dei referti in formato digitale, ancora siamo indietro (nonostante per legge dovesse essere implementato entro novembre dello scorso anno).

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