Nel sinistro stradale rimangono coinvolti il ciclomotore Piaggio Liberty 50 e il motociclo Honda NC700 e il conducente dello scooter decede dopo 5 giorni (Tribunale di Imperia, Sentenza n. 281/2021 del 26/04/2021- RG n. 67/2018)

La moglie e i figli del conducente dello scooter Piaggio citano a giudizio proprietario/conducente della Honda e Compagnia assicuratrice onde ottenere il ristoro dei danni.

La causa viene istruita attraverso CTU cinematica, che tuttavia non ha consentito l’esatta ricostruzione della dinamica dell ‘incidente.

I rilievi compiuti sul posto dai Carabinieri sono incompleti e non danno conto né del punto di impatto in cui è avvenuto l’urto tra il Piaggio Liberty 50 e il motociclo Honda, né della posizione di quiete assunta dai veicoli dopo l’urto. Ciò ha reso impossibile ricostruire la velocità con cui i veicoli sono arrivati all’urto.

Ad ogni modo, il CTU dopo avere analizzato le deformazioni che, in funzione della maggiore o minore rigidità delle strutture in gioco, si sono prodotte nei due corpi in collisione, ha ricostruito la posizione relativa d’urto dei veicoli secondo un angolo di 30°.

Il CTU ha, quindi, accertato, che al momento del loro primo contatto il conducente della Honda viaggiava su una traiettoria longitudinale e quasi parallela a quella dello scooter, atteso che la ruota anteriore della moto si è inserita tra la marmitta e la ruota posteriore dello scooter.

Tale ricostruzione risulta allineata alla documentazione fotografica che evidenzia la ruotazione in senso orario subita dalla culla posteriore del veicolo Piaggio e la deformazione con segni gommosi del lato interno della marmitta.

Il Tribunale condivide le conclusioni del C.T.U. sulla posizione relativa d’urto dei veicoli secondo una gradazione pressochè longitudinale.

Pertanto, al momento della collisione il Piaggio è stato tamponato dalla moto Honda che sopraggiungeva da tergo e l’urto tra i due mezzi è stato di tipo posteriore .

L’urto, come accertato anche dal CTU, è avvenuto all ‘interno della stessa corsia, quella di destra della carreggiata con direzione nord -sud, ciò è del tutto verosimile e condiviso dal Tribunale anche se non risulta rilevato dai Carabinieri intervenuti, né la velocità con la quale ciascuno di essi è arrivato all ‘urto.

Nel verbale d’intervento si legge che “Sul manto stradale si potevano notare le abrasioni lasciate dai mezzi a seguito della caduta, ma non si evidenziava alcun segno di frenata” , dal chè si deduce che il conducente della Honda non abbia rispettato la distanza di sicurezza dal ciclomotore che lo precedeva – essendo l’urto avvenuto all ‘interno della stessa corsia – altrimenti sarebbe stato in grado, frenando, di arrestare tempestivamente il proprio motociclo e di evitare l’urto contro il mezzo che lo precedeva .

Ergo, la presunzione di colpa del conducente della Honda non è stata superata dalla Compagnia assicuratrice convenuta .

Oltretutto la medesima convenuta Compagnia, non ha dimostrato che la velocità della moto al momento dell’urto fosse inferiore a quella di 50Km/h.

Al riguardo, la dichiarazione della teste indica: ” (…) Ci tengo a precisare che entrambi procedevano a non più di 50 km”.

Anche la circostanza dedotta dalla convenuta, che il conducente del Piaggio si sarebbe repentinamente spostato all’interno della carreggiata, non risulta provata.

Dalla CTU emerge che lo scontro tra i veicoli è avvenuto con una inclinazione di 30° , incompatibile con l’ipotizzato cambio improvviso di corsia, al quale sarebbe dovuto corrispondere , invece, un urto laterale. Sul punto, il CTU ha concluso che ” in relazione al grado di inclinazione all’urto, qualora il ciclomotore avesse effettuato una deviazione verso destra, questa manovra non sarebbe avvenuta in maniera repentina ma molto lentamente, con un lieve angolo di deviazione, altrimenti non si potrebbe spiegare la posizione all’urto dei due veicoli. Una manovra di deviazione repentina del ciclomotore avrebbe comportato un urto sulla parete laterale del ciclomotore “.

Quindi, non vi è stato nessun improvviso ed imprevedibile cambio di corsia da parte dello scooter Piaggio, in quanto lo stesso aveva una andatura lenta , viaggiava lungo un rettilineo leggermente in salita ed in condizioni di piena visibilità e l’impatto tra i due veicoli è avvenuto con un angolo di deviazione lieve, compatibile soltanto con una manovra di cambio corsia che sarebbe avvenuta molto lentamente.

Ad ogni modo, tale ipotetico cambio di corsia, avrebbe potuto essere previsto dalla Honda, stante le buone condizioni di visibilità e la riconducibilità di esso ad un rischio tipico della circolazione, ed evitato, moderando la velocità.

In definitiva la responsabilità del sinistro è da attribuire esclusivamente al conducente della Honda.

Passando ai danni patiti dal conducente dello scooter, la CTU ha accertato che la morte è stata determinata dall’insorgenza di una polmonite, con successivo scompenso cardiocircolatorio, causata con maggior probabilità per effetto delle polifratture costali con emitorace riportate nell’incidente, come da riscontro autoptico.

Nello specifico: “a seguito dell’incidente occorsogli in data 26 .08.2015 ” alle ore 11.15 in Ventimiglia, il defunto ha riportato un politrauma contusivo per cui, dopo essere stato trasportato al P.S. di Bordighera, fu trasferito in elisoccorso all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure e ivi ricoverato con diagnosi di: politrauma con fratture costali multiple, frattura bi-ossea avambraccio sin., frattura scapola e clavicola dx, emiperitoneo, fratture vertebrali amieliche di D8 e D12 “……”l’evento morte è stato, nella fattispecie, causato dalla complicanza del decorso clinico del trauma toracico riportato nell’incidente, rappresentata da polmonite bilaterale.”

Il conducente del Piaggio è deceduto il 31 agosto 2015 alle ore 23:25, cinque giorni dopo il sinistro, si tratta di un lasso di tempo apprezzabile che assume rilevanza ai fini della risarcibilità del danno terminale.

Il danneggiato è rimasto vigile sino alla data del decesso, come emerge dal diario clinico prodotto in giudizio, e confermato dal CTU.

Previa disamina giurisprudenziale sul danno terminale, il Tribunale ritiene sussistente tale voce di danno risarcibile iure hereditatis in capo alle parti attrici

Ai fini della relativa liquidazione vengono utilizzate le Tabelle milanesi addivenendosi per i primi tre giorni in complessivi euro 15.000,00, oltre euro 1.000,00 per il quarto giorno ed euro 991,00 per il quinto.

La somma finale è pari ad euro 17.26 3,69 (= EUR 16.496,12 + EUR 494,88 per rivalutazione + EUR 27 2,69 per interessi), oltre interessi legali dalla sentenza al saldo.

Tale posta risarcitoria deve essere suddivisa in parti uguali tra gli eredi.

Venendo al danno jure proprio per la perdita del rapporto parentale il Tribunale osserva che al momento del decesso il congiunto aveva 85 anni e, dunque, una aspettativa di vita contenuta e che risulta congruo liquidare in favore di ciascuna delle attrici , per il danno parentale la somma di euro 168.250,00 .

Per quanto concerne il danno patrimoniale, viene riconosciuto la spesa funeraria e quella di riparazione del motociclo, per un totale di euro 6.115,95, da ripartirsi in parti uguali tra gli eredi.

Le spese processuali seguono la regola della soccombenza e vengono accollate alle parti convenute.

Avv. Emanuela Foligno

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