Scoperto fattore dopante per le cellule del cancro: è la proteina Brd4

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All’Università di Padova un team di ricercatori ha scoperto il fattore dopante per le cellule del cancro: si tratta di una proteina di nome Brd4.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova ha scoperto il fattore dopante delle cellule cancerogene. Si tratterebbe di una proteina di nome BRD4 che potrebbe essere essenziale per i meccanismi che rendono le cellule tumorali iperattive.

Andare a colpire quello che rappresenta il vero fattore dopante del cancro potrebbe, dunque, fare la differenza nella lotta ai tumori.

Lo studio è stato pubblicato su Nature Medicine. La prima autrice del lavoro è la giovane ricercatrice Francesca Zanconato e la ricerca è stata sostenuta da Airc, Associazione italiana per la ricerca sul cancro.

Come noto, il cancro è una malattia che porta le cellule verso stati alterati, iperattivi, irrispettosi dei tessuti che le ospitano. Questo non avviene nelle cellule normali dei tessuti sani. Ma quello che consente alle cellule tumorali di essere così veloci nella loro crescita sarebbe proprio la proteina Brd4.

Le cause del cancro, secondo gli esperti dell’università di Padova e dell’Istituto Firc di oncologia molecolare di Milano, sono da ricercare nei processi responsabili dell’acquisizione di tali stati.

In tal senso, è da segnalare il lavoro condotto da diverso tempo da Stefano Piccolo, docente del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova e direttore del Programma di biologia dei tessuti e tumorigenesi all’Ifom.

Piccolo con il suo team indaga le differenze tra cellule tumorali e cellule sane.

“Per andare alle radici del cancro – spiega Piccolo – abbiamo dovuto scavare nei meccanismi fondamentali che normalmente fanno funzionare le cellule normali e da lì fare i confronti, capire cosa c’era di storto, quali interruttori erano saltati e quali erano invece accesi in modo aberrante”.

Il gruppo di Piccolo era già da anni sulle tracce di due geni molto simili tra loro, Yap e Taz.

Questi due geni sembravano corrispondere all’identikit di fattore dopante per le cellule tumorali. Inattivarli infatti non ha conseguenze per i tessuti sani, se non quella di renderli refrattari allo sviluppo del cancro.

“Una scoperta interessante. Peccato che sia impossibile, a oggi, Ma, come precisa Michelangelo Cordenonsi, cofirmatario assieme a Piccolo dell’articolo su questo tema nella rivista ‘Nature Medicine’, è impossibile oggi “generare dei farmaci capaci di colpire proteine come Yap e Taz”.

Per aggirare il problema, “sbbiamo capito – prosegue Cordenonsi – che dovevamo studiare i meccanismi intimi del funzionamento di Yap e Taz, entrando nel nucleo, dove controllano una parte dell’informazione genetica. Dovevamo fotografare, per così dire, l’intero genoma delle cellule tumorali per scoprire dove Yap e Taz operano, attivando la sintesi di una serie di proteine che possono rendere tumorale una cellula sana”.

È a quel punto che i ricercatori hanno scoperto che i due geni si associano a un’altra proteina, la Brd4 essenziale per l’effetto dopante osservate. Colpendola con farmaci sperimentali, i ricercatori hanno mostrato come questa strategia possa essere efficace nel combattere il cancro.

“Purtroppo i farmaci contro Brd4 – avverte Piccolo – sono ancora in fase sperimentale negli esseri umani e non se ne conoscono ancora per intero i possibili effetti tossici”.

Ma lo studio in questione ha comunque tracciato una strada importante per nuovi approcci in ambito terapeutico.

 

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