Il Tar di Trieste ha dato ragione a un militare che ha chiesto il cambio d’incarico per assistere un familiare disabile al 100%.

L’amministrazione ha rigettato la sua richiesta di trasferimento, non tenendo cura della richiesta di cambio d’incarico. Infatti, l’uomo, era talmente pressato dalla necessità di assistere un familiare disabile, da essere disposto a rinunciare al suo impiego. In cambio del trasferimento il militare era pronto ad accettare qualsiasi altra occupazione.
La domanda era stata presentata ai sensi della legge 104/92 ma, nonostante la reale necessità dell’uomo, dimostrata dal tenore del ricorso, non era stata accolta.
La richiesta di trasferimento temporaneo, infatti, è stata rigettata perché l’Amministrazione ha commesso una leggerezza. Non ha esaminato la domanda in cui il militare ha chiesto il cambio di incarico. Che si è mostrato disposto a sostituire il suo lavoro con un impiego qualsiasi, in una delle sedi per le quali richiedeva il trasferimento.

Il riconoscimento del diritto del militare

Di fatto, il Tar, pur conoscendo bene le regole dell’Esercito e quanto sia importante che l’Arma possa disporre dei propri uomini, nota la gravità della situazione. E si rende conto che il trasferimento temporaneo, chiesto dal militare, è fondato.
I giudici, inoltre, non trascurano di esaminare il possibile danno psicologico subito dall’uomo. Infatti, l’essere costretto a non poter aiutare il suo familiare disabile, è motivo di stress per il militare.Così, dopo aver esaminato gli atti e le difese del Ministero, la decisione dell’Amministrazione viene annullata.
La sentenza del Tar di Trieste
Infine, con la sentenza n. 274/17 del Tar di Trieste, viene data ragione al militare. Di fatto, secondo il parere dei giudici, l’elemento determinante, è la volontà dell’uomo di rinunciare al suo lavoro e accettare un altro incarico, pur di assistere il familiare disabile al 100%.
Elemento sufficiente, insieme alla documentazione presentata dal militare, a far evincere la gravità dello stato del familiare dell’uomo, e la necessità di un suo ruolo nell’assistenza.
 
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