Tra le principali misure previste dal Decreto fiscale, l’estensione dell’equo compenso a tutti i professionisti

Con 237 voti a favore, 156 contrari e 3 astensioni, la Camera dei Deputati ha approvato la conversione del decreto n. 148/2017.
Il cosiddetto ‘Decreto fiscale’, che aveva già incassato il si del Senato, diviene a tutti gli effetti legge dello Stato.
Tra le principali questioni affrontate dal provvedimento, il tema della fatturazione degli abbonamenti telefonici e delle pay tv, che ha tenuto banco nelle scorse settimane.

Le bollette tornano mensili, salvo in caso di offerte promozionali per le quali sono previste scadenze inferiori.

Stop dunque alla fatturazione a 28 giorni. Gli operatori del settore hanno 120 giorni per adeguarsi; in caso contrario dovranno rimborsare i clienti con 50 euro.

Altra novità di rilievo è quella relativa all’estensione dell’Equo compenso.

Tutti i professionisti, indipendentemente dall’appartenenza a un Ordine, riceveranno un riconoscimento economico “proporzionato” al lavoro svolto. Ciò nonostante il parere negativo dell’Antitrust.
In una nota inviata ai presidenti delle Camere e al premier, il Garante ha sottolineato che la misura “non risponde ai principi di proporzionalità concorrenziale” e si pone “in stridente controtendenza con i processi di liberalizzazione”.
Il decreto fiscale prevede poi l’estensione della rottamazione per tutte le cartelle esattoriali degli ultimi 17 anni, dal 2000 al 2016. La misura include anche i contribuenti che avevano aderito alle precedenti sanatorie ma non erano in regola con il versamento delle rate.
Sono abolite, inoltre, le sanzioni per gli errori commessi nell’invio dei dati delle fatture del primo semestre 2016, purché salvo sanatoria con un nuovo invio entro febbraio 2018.
Sul versante della sanità, infine, vengono definite procedure più semplici per quanto riguarda l’obbligo di vaccinazione nelle scuole. A partire dal prossimo anno, nello specifico, l’accertamento dell’avvenuta vaccinazione da parte degli studenti non sarà più in capo agli Istituti scolastici. Saranno infatti le Asl a segnalare eventuali irregolarità.
 
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