Secondo FVM, il ddl in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni, nella sua attuale formulazione, in alcuni aspetti non tutela gli operatori che operano al di fuori delle strutture sanitarie e socio sanitarie

Un emendamento governativo che corregga l’inefficacia di alcuni articoli per la tutela dei dirigenti medici, veterinari e sanitari e del personale dei Dipartimenti di Prevenzione, dei Servizi di 118 e Guardia medica, dipendenti del Ssn che operano al di fuori delle strutture sanitarie e socio sanitarie. E’ quanto chiede FVM (Federazione Veterinari, Medici e Dirigenti sanitari), in relazione al Disegno di legge recante “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”. Il provvedimento, approvato dal Senato il 25 settembre 2019, è stato assegnato alle Commissioni riunite II Giustizia e XII Affari sociali della Camera.

In una lettera inviata al Ministro della Salute, Roberto, Speranza, l’organizzazione evidenzia, tuttavia, come al momento dell’approvazione delle modifiche all’articolo 583-quater del codice penale, il testo attualmente formulato non tuteli gli operatori sanitari che svolgono le loro funzioni, tra l’altro, presso il domicilio dei cittadini, sulle strade, nei cantieri, nei macelli e nelle aziende zootecniche.

La proposta di legge in esame, come formulata, prevede infatti che la pena prevista per lesioni gravi o gravissime a pubblico ufficiale, venga applicata solo nei casi in cui l’aggressione avvenga all’interno delle strutture sanitarie pubbliche o private.

In tal modo – evidenzia FVM – si esclude la fascia di personale che svolge i propri compiti istituzionali assistenziali e di vigilanza-controllo al di fuori di tali luoghi.

“In particolare – sottolinea la Federazione – occorre segnalare che i sanitari dei Dipartimenti di Prevenzione, dovendo svolgere azioni di sanità pubblica che spesso comportano prescrizioni limitative o sanzioni su impianti o aziende private, ove spesso si devono recare da soli per la cronica carenza di personale, subiscono frequenti atti intimidatori e di violenza”. Da qui la richiesta di un intervento correttivo per porre rimedio a tale mancanza.

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