Sinistro stradale e mancata ammissione della CTU tecnica per accertare la dinamica dell’incidente e superare le prove testimoniali

La CTU non può essere utilizzata al fine di esonerare la parte dal fornire la prova di quanto assume e va quindi legittimamente negata o qualora la parte tenda con essa a supplire alla deficienza delle proprie allegazioni o offerte di prova, ovvero di compiere una indagine esplorativa alla ricerca di elementi, fatti o circostanze non provati. Il Tribunale di Catania (sez. v, sentenza n. 2755 del 5 agosto 2020)  si pronuncia, in qualità di giudice d’appello, sull’impugnazione della sentenza resa dal Giudice di Pace di Catania che decideva su un sinistro stradale avvenuto tra una minicar e un veicolo Peugeot.

Il Giudice di Pace riteneva non dimostrata la dinamica del sinistro e rigettava la domanda del proprietario della minicar.

Nello specifico, è stata ritenuta non dimostrata la dinamica del sinistro secondo la quale il conducente dell’autovettura Peugeot avrebbe investito, durante la manovra di retromarcia, la parte posteriore destra della minicar ferma allo stop.

Il proprietario della minicar appella la sentenza lamentando la mancata ammissione della richiesta CTU tecnica.

Il Giudice d’appello analizza l’ingiustificato diniego della richiesta di CTU tecnica lamentata dall’appellante , e invocata allo scopo di accertare la compatibilità della dinamica del sinistro con i danni subiti dalla minicar  e per superare i dubbi delle prove testimoniali rese in primo grado.

Osserva il Tribunale che la CTU non è mezzo istruttorio in senso proprio, avendo la finalità di coadiuvare il Giudice nella valutazione di elementi acquisiti o nella soluzione di questioni che necessitino di specifiche conoscenze.

Ne consegue che il suddetto mezzo di indagine non può essere utilizzato al fine di esonerare la parte dal fornire la prova di quanto assume e va quindi legittimamente negata o qualora la parte tenda con essa a supplire alla deficienza delle proprie allegazioni o offerte di prova, ovvero di compiere una indagine esplorativa alla ricerca di elementi, fatti o circostanze non provati.

La pretesa dell’appellante, prosegue il Tribunale, è quella di provare attraverso l’espletamento dell’accertamento peritale in punto di compatibilità dei danni la ricostruzione della dinamica del sinistro secondo la quale il conducente dell’autovettura Peugeot avrebbe colpito in retromarcia la minicar.

Tale pretesa non viene accolta in quanto dal materiale fotografico prodotto in primo grado si evince che la minicar non ha riportato nessun danno nella parte posteriore, come invece sostenuto dal proprietario della stessa.

Inoltre viene evidenziato che sulla dichiarazione testimoniale resa in primo grado -che non consente di accollare nessuna responsabilità in capo al conducente del veicolo Peugeot- nulla viene eccepito dall’appellante.

La teste, invero, ha affermato di essere  ” sopraggiunta sui luoghi quando le due vetture si erano già urtate “.

Il Tribunale, quindi, dà atto che nessuno degli elementi di giudizio utili a ricostruire la dinamica del sinistro sono stati accertati, non potendosi conseguentemente affermarsi nulla in punto di responsabilità,  nè in ordine alla manovra del conducente alla guida dell’autoveicolo Peugeot, né riguardo la posizione della minicar.

Per tali ragioni il gravame viene rigettato con le spese di lite liquidate in danno dell’appellante.

Avv. Emanuela Foligno

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