Un anno e 4 mesi di reclusione al conducente di un veicolo coinvolto nel 2014 in un sinistro stradale che costò la vita a un giovane 22enne

La quarta sezione penale del tribunale di Palermo ha condannato a un anno e 4 mesi un giovane di 28 anni, accusato di omicidio colposo in relazione al decesso di un 22enne coinvolto in un sinistro stradale la notte tra il 6 e il 7 settembre del 2014. Nei confronti dell’imputato è stata disposta anche la sospensione della patente

In base a quanto ricostruisce Palermo Today la vittima si trovava sul sedile passeggero di una Peugeot 106. A guidarla c’era un suo amico, 37 enne, già condannato in primo grado, con il rito abbreviato a 3 anni e 4 mesi (sentenza poi confermata anche in appello).

L’auto si sarebbe schiantata contro la Range Rover guidata dall’imputato, che viaggiava con altre due persone nella direzione opposta. Entrambi gli automobilisti avrebbero invaso l’altra carreggiata, anche se non è stato mai accertato chi avesse effettuato per primo la manovra che causò lo scontro.

Il giudice monocratico ha anche condannato il 28enne al risarcimento del danno in favore delle parti civili, i genitori, gli zii e il fratello minore della vittima, che dovrà essere quantificata in sede civile.

Il giovane la notte dell’incidente era risultato negativo all’alcol test. Non sarebbe stato invece eseguito il drug test nonostante – come rilevato dal legale della parte civile – la sussistenza  di circolari ministeriali già dal 2010 che impongono, in caso di incidenti mortali, di eseguire entrambi gli accertamenti.

Entrambi gli automobilisti condannati erano sotto processo per omicidio colposo in quanto all’epoca dei fatti non era ancora vigente l’attuale normativa sull’omicidio stradale, introdotta nel 2016, che oggi prevede una pena che va dai 2 ai 7 anni di reclusione per chiunque “cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale”.

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