Sistema sanitario nazionale, sciopero del 118 sotto la Regione Lazio

0

Manovrina prevede nuove misure per riformare il Sistema sanitario nazionale, in attesa dell’approvazione gli operatori del settore scendono in piazza per protestare

I dipendenti del Sistema sanitario nazionale sciopereranno domani 5 giugno di fronte la sede della Regione Lazio per esprimere “dissenso nei confronti di un sistema politico che sta privando i cittadini del proprio diritto alla cura”. Lo sciopero è indetto dalla FIALS Ares 118.
Una protesta sintomatica della diffidenza dei cittadini verso il Sistema Sanitario nazionale e del malcontento degli operatori di settore. Un disagio reale che compromette la qualità del sistema previdenziale invalidando “un fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, ossia la salute tutelata dall’art. 32 della Costituzione.
Nella nota della FIALS si specificano i motivi della protesta. “La nostra manifestazione è per chiedere alla Regione Lazio di internalizzare i servizi affidati all’esterno a costi ben più altri, all’adeguamento dei posti letto negli ospedali rispetto al rapporto cittadini-età-territorio, alla ristrutturazione capillare della rete ospedaliera e non ultimo chiediamo un’operazione trasparenza sulla gestione dell’assistenza struttura per struttura”. “Manifesteremo per dire basta al precariato dei medici, dei tecnici e degli infermieri che già mesi fa hanno raggiunto i requisiti per essere stabilizzati, al contempo è necessario che le aziende e quindi la Regione Lazio si impegni nella dotazione organica di tutte le professionalità sanitarie.” “Serve – conclude la FIALS – un piano di investimenti per l’occupazione che sia credibile e realizzabile”.
Criticità specifiche della Regione Lazio che riflettono perfettamente la situazione nazionale. Il Sistema Sanitario nazionale vive una profonda crisi a causa delle misure economiche adottate a partire dal 2011 a seguito della crisi economica internazionale. Nel tentativo di risanare conti pubblici sono stati difatti annullati ingenti fondi destinati alla sanità. Con le conseguenze ben note.
Sono però all’attivo misure per arginare la crisi, garantendo un servizio efficiente nel rispetto della dignità e della professionalità dei lavoratori e della salute dei cittadini.
Un tentativo di risanare il Sistema sanitario nazionale è stato tentato con la riforma della legge costituzionale, bocciata dal referendum del 4 dicembre 2016, che prevedeva non solo di assicurare i LEA (Livelli essenziali di assistenza) a tutti i cittadini ma anche di predisporre “disposizioni generali e comuni per la tutela della salute, per le politiche sociali e per la sicurezza alimentare”. Aumentando di fatto i poteri dello Stato nella gestione della sanità pubblica depotenziando le Regioni si mirava a favorire gli interessi pubblici a discapito di quelli privati.
Con legge di bilancio (L232/2016) si è poi definito un quado finanziario per il Sistema sanitario nazionale fino al 2019. Per il 2017 sono stati stanziati 113.000 milioni di euro, per l’anno 2018 in 114.000 milioni di euro e per l’anno 2019 in 115.000 milioni di euro. Previsti anche delle revisioni molto importanti della normativa vigente. Il tetto della spesa farmaceutica è stato alzato dal 3,5% al 6,89%. Stanziati 500 mln annui per i farmaci innovativi e 500 mln a decorrere dal 2017 per i farmaci oncologici innovativi. Stabilito poi un nuovo piano nazionale di vaccinazione che prevede un rimborso per le Regioni per l’acquisto di vaccini. Stanziati 100 milioni di euro per il 2017, 127 milioni per il 2018 e 186 milioni a decorrere dal 2019 da ripartire tra le Regioni.
Tra le novità più importanti della legge di bilancio anche un fondo assunzioni e stabilizzazioni e rinnovi contrattuali per il personale dipendente e convenzionato del Sistema sanitario nazionale.
Buone notizie per il sistema sanitario nazionale contenute anche nella manovrina approvata in commissione Bilancio alla Camera e ora all’esame dell’aula di Montecitorio. “Al fine di consentire una corretta gestione di cassa” si stabilisce il riparto delle quote distinte e vincolate del relativo finanziamento destinato alle regioni. Più trasparenza nei rapporti finanziari tra Stato e regioni, più poteri di monitoraggio all’Agenzia del Farmaco sui trend della spesa farmaceutica. Si prorogano poi gli accordi tra Stato e regioni sull’edilizia sanitaria, si sposta al Ministero della Salute la competenza sull’assistenza gli stranieri e si stabilisce la possibilità di realizzare carrozzine e protesi ad personam per i disabili gravi.
Tra le criticità che non trovano accoglimento nelle misure previste per il rinnovo del sistema sanitario nazionale il problema delle ambulanze a due unità. Un grave problema che affligge il sistema di emergenza sanitario inficiando sulla buona riuscita dell’assistenza ai pazienti, più volte sollevato dalle sigle sindacali degli operatori del servizio.

Barbara Zampini

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui