Stefano Rodotà, il ricordo del costituzionalista Paolo Maddalena

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In memoria di Stefano Rodotà. Intervista di Responsabile Civile a Paolo Maddalena, presidente emerito della Corte Costituzionale

All’età di 84 anni è morto il 23 giugno scorso il giurista e politico Stefano Rodotà, che ha lasciato un segno profondo nella storia del nostro Paese. Responsabile Civile ha intervistato Paolo Maddalena, presidente emerito della Corte Costituzionale, per un commento, un ricordo in memoria di Rodotà.

La morte di Stefano Rodotà è, per il presidente emerito Maddalena, un grande perdita per l’Italia.

“L’Italia impoverita e martoriata dall’invadenza del pensiero unico dominante del neoliberismo economico aveva trovato in Stefano Rodotà la voce ferma e sicura di chi, conoscendo il diritto, sa indicare la via maestra da seguire affinché il mercato non prevalga sui valori della Costituzione”, dichiara Maddalena a Responsabile Civile.

Civilista di gran pregio”, continua Maddalena, “era tra i pochi che avevano saputo, dopo l’entrata in vigore della Costituzione repubblicana, coniugare le norme del codice civile con quelle che esprimono i valori supremi della Costituzione. Il ‘diritto privato’ era per lui il diritto dei ‘cittadini sovrani’, un diritto ispirato ai principi di libertà ed eguaglianza e perciò capace di riconoscere la sovranità di tutti”.

Qual era la caratteristica principale di Stefano Rodotà? “Voleva l’attuazione della Costituzione”, sostiene Paolo Maddalena, “nessuno può dimenticare le bellissime pagine che ha scritto sul ‘terribile diritto’, oppure le sue critiche, sempre fondatissime, sulla stessa giurisprudenza costituzionale. In ogni caso il principio ispiratore era sempre lo stesso: ‘eguaglianza‘ formale e sostanziale di tutti i cittadini”.

Riguardo alla sua candidatura a Presidente della Repubblica, Maddalena ritiene che “sarebbe stato un ottimo Presidente, se il nostro Parlamento fosse stato più libero da influenze esterne e da intrighi interni. Comunque, Rodotà è stato per tutti ‘il Presidente’, cioè, come ricorda Tomaso Montanari, ‘il Presidente morale della Repubblica italiana’. Ora, senza di Lui”, conclude il presidente emerito della Corte Costituzionale, “siamo più poveri e più indifesi, ma, se esistono ancora degli Italiani realmente democratici, non si potrà fare a meno di ricorrere ai suoi numerosi scritti, tanto pieni di sapienza giuridica, di libertà di pensiero e di insuperabile valore morale”.

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