Alcune sostanze presenti nella cannabis potrebbero essere in grado di aumentare l’attività delle cellule della retina.

I miglioramento della visione dunque, secondo lo studio di un team di scienziati dell’Istituto neurologico di Montreal pubblicata su eLife è da attribuire ai cannabinoidi.

L’equipe canadese, paese dove la ricerca sulla cannabis è particolarmente attiva, ha analizzato le diverse reazioni di alcuni girini esposti a questi composti chimici. Il gruppo si è servito di sostanze esogene, quelle presenti nella cannabis utilizzata come stupefacente, e anche endogene, sostanza cioè presenti nell’organismo.

In entrambi i casi si è verificato un miglioramento della vista dei girini dopo una forte esposizione anche quando vi era poca luce. A dimostrarlo l’aumentata attività delle cellule che trasmettono impulsi dall’occhio al cervello, ovvero le cellule gangliari della retina. Lo step finale sarà stabilire se questi risultati ottenuti in laboratorio si possano trasferire all’essere umano.

La cosa che maggiormente sorprende – e su cui ora ci si dovrà concentrare maggiormente – sta nel fatto che di solito i cannabinoidi hanno la tendenza a ridurre la neurotrasmissione anziché accrescerla.
Gli scienziati sono tuttavia ottimisti in quanto alcuni studi osservazionali mostrano miglioramenti nella visione notturna nei pescatori marocchini e giamaicani attraverso l’ingestione di cannabis.
Per il momento il prossimo passo sarà applicare questi risultati sui mammiferi – i topi per la precisione – e infine sulle cellule di retina umana nei laboratori.

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