L’operazione ‘Pharma bluff’ ha smascherato una truffa sui farmaci che ha portato al rinvio a giudizio di quattro persone coinvolte a vario titolo
È stata denominata ‘Pharma bluff’ l’operazione riguardante una presunta truffa sui farmaci avvenuta nel vibonese a gennaio del 2014, e che ha portato al rinvio a giudizio per quattro persone.
La presunta truffa sui farmaci sarebbe stata messa in piedi attraverso la farmacia di Caroniti, frazione del comune di Joppolo.
A portarla avanti, secondo il gup Lorenzo Barracco, sarebbero stati i quattro imputati coinvolti.
Giuseppe Dato, (avvocati Diego Brancia e Armando Veneto); Francesco D’Agostino, medico di base (avvocati Giovanni Vecchio e Sandro D’Agostino); Giuseppa Scinica, dipendente dello studio medico D’Agostino (avvocati Vecchio e D’Agostino); Carmen Ferraro, dipendente della farmacia Dato, difesa dall’avvocato Mario Ferraro.
La vicenda
Secondo la Procura di Vibo, Giuseppa Scinica avrebbe predisposto le ricette dei farmaci “di cui gli ignari beneficiari non avrebbero mai fruito poiché non affetti da quelle patologie”.
L’accusa per Francesco D’Agostino sarebbe invece quella di aver “falsamente attestato il diritto degli assistiti all’assistenza farmacologica indicata nella ricetta”.
Carmen Ferraro avrebbe poi rimosso “le fustelle dalle confezioni dei farmaci”. Il suo compito era poi di apporle “nel riquadro delle ricette facendo apparire di aver venduto i medicinali ai clienti laddove provvedeva invece a disfarsene”.
Infine, Giuseppe Dato avrebbe inoltrato le prescrizioni all’Asp di Vibo per farsi corrispondere “indebitamente i rimborsi di quanto speso per l’acquisto dei farmaci”.
In totale, secondo gli inquirenti, sarebbero oltre 100 le ricette mediche ritenute false, in quella che si configurerebbe come una vera e propria truffa sui farmaci.
I beneficiari sarebbero stati o “non affetti da patologie per le quali si rendeva necessaria l’assunzione dei farmaci prescritti oppure non bisognevoli in concreto poiché già muniti dei farmaci”.
Le accuse per i quattro imputati sono di truffa, associazione a delinquere, falso ideologico e falsità commesse da incaricati di un servizio pubblico.
L’Asp di Vibo si è costituita parte civile con l’avvocato Domenico Paglianiti. Il processo si aprirà il 26 febbraio prossimo davanti al Tribunale collegiale.
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