Vitamina B12, vegetariani: carenza in gravidanza riguarda anche onnivori

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La società scientifica di Nutrizione Vegetariana replica allo studio secondo cui seguire un’alimentazione veg sarebbe rischioso per il feto per carenza di vitamina B12

“Circa il 40% degli onnivori ha livelli bassi di vitamina B12 ”. Così Luciana Baroni, presidente della Società scientifica di Nutrizione Vegetariana. La dottoressa è intervenuta sulla notizia secondo cui per le donne in stato di gravidanza seguire un’alimentazione vegana sarebbe rischioso per il feto. Una conclusione risultante da un lavoro condotto dalla Società Simmesn (Società italiana per lo studio delle malattie metaboliche ereditarie e lo screening neonatale); un’ analisi effettuata sui dati raccolti dallo screening neonatale esteso per la diagnosi precoce delle malattie rare nei neonati, del periodo tra 2015 e 2016.

“Di questo studio – sottolinea Baroni –  sono stati divulgati risultati preliminari che sembrano almeno in parte non corretti: non è infatti stata rilevata la dieta di tutte le madri dei bambini”. Quindi ci sarebbero casi di neonati per i quali non è nota la dieta della madre, che siano carenti o meno. Ci sarebbero poi anche casi di bambini figli di madri vegetariane “che non sono in carenza in quanto la madre seguiva una dieta completa”; così come non mancherebbero casi di figli di madri onnivore che invece sono in carenza.

Secondo Baroni la vera notizia è che “anche le madri onnivore possono non avere nel sangue livelli di B12 adeguati per il loro piccolo”.

Il fenomeno, spiega ancora la dottoressa, era infatti già stato segnalato in una meta-analisi del 2016. Tale lavoro, incentrato sui risultati di un’ottantina di studi, concluderebbe che la carenza di vitamina B12 in gravidanza è comune anche nelle donne non vegetariane; le concentrazioni ematiche di vitamina B12 si ridurrebbero dal primo al terzo trimestre di gravidanza, in tutte le donne incinta, aldilà della dieta seguita.

Un articolo pubblicato dal dipartimento per l’agricoltura del governo USA nel 2000, inoltre, riporterebbe che circa il 40% degli onnivori ha livelli bassi di vitamina B12. Si tratta di uno studio condotto su 3.000 persone, dai 26 agli 83 anni (il Framingham Offspring Study). “Nel frattempo, però – sottolinea Baroni – nuovi studi hanno individuato livelli ottimali per la vitamina B12 molto più alti”. Ciò starebbe a significare che gli onnivori con B12 troppo bassa sono probabilmente ben oltre il 50%.

Tra le cause di carenza sarebbe sempre più importante il ruolo dei difetti di assorbimento della vitamina e l’uso di farmaci che interferiscono con esso. “Se tutti i vegetariani sono informati della necessità di integrare la B12 – aggiunge Baroni – non altrettanto si può dire degli onnivori”. Questi, “vengono dolosamente convinti che grazie alla presenza di cibi animali nella propria dieta sarebbero immuni dalla carenza”. Pertanto, secondo il presidente della Società scientifica di Nutrizione Vegetariana, “si arriverà al paradosso che tra qualche anno la carenza di B12 sarà meno diffusa nei vegetariani (informati e che integrano correttamente) che negli onnivori (convinti di non avere il problema)”.

 

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