Sanità veneta, medici legali in allarme: Zaia riveda modello gestione sinistri

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Appello del  prof. Paolo Arbarello, presidente del Sindacato degli Specialisti in Medicina Legale (Sismel) e del dott. Enrico Pedoja, segretario della Società Medico Legale del Triveneto, affinché il Governatore intervenga su un provvedimento che limita notevolmente l’attività libero professionale

“Una grave mortificazione del diritto al lavoro dei professionisti e di quello della salute dei pazienti”. E’ la presa di posizione del  prof. Paolo Arbarello, presidente del Sindacato degli Specialisti in Medicina Legale (Sismel) e del dott. Enrico Pedoja, segretario della Società Medico Legale del Triveneto, rispetto al nuovo modello veneto di gestione dei sinistri indicata dal direttore generale della sanità della Regione Veneto, Domenico Mantoan.
Per le due realtà medico legali,  le indicazioni indirizzate ai direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere e all’Istituto Oncologico Veneto (Iov), “limitano notevolmente l’attività libero-professionale non solo di tutti i medici ma anche, in particolare, dei medici legali, perché, di fatto, impediscono loro di fornire pareri specialistici a privati cittadini su casi di responsabilità mediche contro aziende operanti sul territorio della regione Veneto”. Il nuovo modello, inoltre, impedirebbe ai medici legali di avvalersi del parere specialistico dei medici del territorio veneto.
I presidenti di Sismel e Società Medico Legale del Triveneto evidenziano la forte preoccupazione procurata dal provvedimento tra i propri iscritti. A loro giudizio, quanto stabilito dalla Regione Veneto rappresenta un enorme impedimento allo svolgimento della libera attività professionale. In particolare per quanto prescritto in riferimento al conflitto di interesse in capo al medico di assumere per conto di un soggetto privato incarichi di qualsiasi natura, compresi quelli libero-professionali e CTP.
“Tutto questo – affermano Arbarello e Pedoja – provoca anche una violazione dei diritti dei pazienti che, per avere giustizia, dovranno rivolgersi a specialisti di altre regioni con grande aggravio di costi. Ci chiediamo, inoltre, come si farà nei procedimenti penali e civili perché, se i medici della regione, dipendenti di Asl e aziende sanitarie, non possono svolgere l’attività libero-professionale per conflitto di interessi ovviamente questo conflitto deve giocoforza riguardare ogni posizione che potrebbero assumere nei giudizi, anche quello di CTU. E cosa faranno i giudici, chiameranno sempre consulenti di altre regioni? Allora le università non possono che chiudere”.
Di qui un appello al Governatore Zaia – che “ha fatto della tutela della salute il suo cavallo di battaglia” – a rivedere le indicazioni diramate dall’Ente regionale. “Conoscendo la sensibilità del governatore veneto, auspichiamo un suo immediato ripensamento su questa circolare”.

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1 commento

  1. Ho talmente tante cose da scrivere e dire ( documentate ) , per la mia “salute “sono stati spesi più di 54’000,00 euro ( in due anni ) in ospedali più farmaci di tutti i tipi , e sofferenza atroce in più ( non ho potuto lavorare ) quindi altro danno allo governo e a me stesso , e quest’anno non mi sono mosso da casa , per le solite ferie più di tre mesi di ospedale . Più visite varie , costi per controlli e visite mediche da Professori e medici vari . Soldi spesi inutilmente , perché nessuno dei due ICD. funziona . Vorrei sapere il motivo per cui non sono state mai consegnate le stampe ICD al sottoscritto. ?
    Cosa hanno cambiato a fare il primo ICD se era integro ?
    Vedi referti clinici e medici dei vari interventi e visite ? Ospedali di milano, Bs , Innsbruck , Zurigo e Lugano .
    Tutti i problemi avvenuti per nuovo impianto a monte sia pre che post impianto .
    Scariche ! Ben 40 in 3 mesi non sono poche ( penso di essere uno fra i pochi che possono raccontarlo ) .
    Il secondo ICD è stato peggio che il primo !
    Ho rischiato la vita più di una volta , ICD che mi hanno spento a Zurigo e istallato un altro temporaneo ( esterno ) che mi doveva salvare la vita in caso di una tachicardia , dopo neanche due/tre giorni è andato a disturbare quello interno ( PACEMACKER ) e così per un mese ci ho rimesso : braccio dx, mano dx e sopratutto il parlare , e a distanza di un mese cammino e parlo “quasi” correttamente ( per non raccontare altro di Zurigo ) .
    Da quando è spento “quasi “del tutto quello interno ( PACEMACKER attivo ) volevano riaccende L’ICD interno , io nel frattempo ho restituito quello istallato a Zurigo che tanti problemi mi ha dato ( altro costo di € 3’700,00 al mese ) un po’ tutti mi obbligavano a riattivare quello interno con lettere e documenti vari, più da quando è disattivato quello interno non ho più problemi di scariche. e non ultimo ho il pacemaker attivato e ad ogni visita ( controllo ) fanno in modo che stia sempre più male cambiando i parametri che più volte sono cambiati ( peggiorati i parametri ) ( vedi varie visite nei mesi ) sopratutto da quando mi hanno dimesso da Bs , e mi vorrebbero fare il trapianto cardiaco , altri soldi ( fra i 50’000,00 / 80’000,00 mila euro ) e magari togliere un cuore a chi ne ha veramente bisogno . Senza interventi vari sempre costosissimi ( testimone anche mia moglie )
    Ho fatto delle pec e richiesto delle visite non hanno manco risposto .
    È tutto dimostrabile con carte stampate.
    La ringrazio per l’interessamento spero di risentirla per me’ , ma sopratutto per chi è nelle mie situazione è non sa cosa è meglio fare , spero di poterle dimostrare il tutto ho darmi il n di tel di qualcuno che mi può aiutare con eventuale denuncia grazie .
    Tel 3491297804
    Antonio Federici

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