Ciclo di antibiotici: primi dubbi sulla necessità del completamento

0

Primi dubbi sulla durata e sul completamento del ciclo di antibiotici avanzati da medici inglesi in una lettera pubblicata sul BMJ

Si deve o no finire un ciclo di antibiotici? Gli esperti avanzano i primi dubbi in materia di antibiotico-resistenza, una delle minacce più rilevanti per la salute pubblica. In una lettera pubblicata sul British Medical Journal (BMJ), i ricercatori della Brighton and Sussex Medical School guidati da Martin Llewelyn mostrano le prime riserve sulla raccomandazione di finire il ciclo di antibiotici prescritto, che tutti i medici danno abitualmente ai loro pazienti.
Secondo gli esperti non ci sono infatti abbastanza prove scientifiche a sostegno dell’idea che non terminare un ciclo di antibiotici comporterebbe l’antibiotico-resistenza. Secondo gli autori della lettera, una prescrizione breve e su misura di un ciclo di antibiotici può essere più efficace e può contrastare l’insorgenza dell’antibiotico-resistenza, al contrario di quanto farebbe un uso prolungato della medicina. Secondo i ricercatori, un uso su misura degli antibiotici comporterebbe anche una riduzione degli stessi evitando eccessi dannosi.
Le attuali indicazioni sulle prescrizioni di un ciclo di antibiotici sono basate, secondo Martin Llewelyn, da studi e idee datate i cui fondamenti sono difficili da rintracciare. Crescenti evidenze scientifiche dimostrerebbero invece che cicli di antibiotici di breve durata, da tre a cinque giorni, funzionano altrettanto bene delle prescrizioni più lunghe, per trattare molti microrganismi. Le eccezioni ci sono, ma – dichiarano i ricercatori – è importante rivedere le vecchie strategie e arrivare a prescrivere un ciclo di antibiotici su misura per ogni infezione e per ciascun paziente. A sostegno delle ipotesi dei ricercatori inglesi uno studio del 2010, pubblicato sempre sul BMJ e basato sull’analisi di migliaia di pazienti con infezioni del tratto urinario e respiratorio, che dimostra come le terapie di 1-2 settimane danno luogo più spesso a infezioni antibiotico-resistenti nei pazienti cui sono prescritte, a dispetto della pratica di smettere prima del termine il ciclo di antibiotici.
Un parte della comunità scientifica invita però alla cautela. “Non si può chiedere un cambiamento generale del comportamento sulla base dei risultati di un solo studio” commenta Helen Stokes-Lampard, leader del Royal College of General Practitioners, ai microfoni della BBC online.
 
LEGGI ANCHE
EVENTI AVVERSI DA ANTIBIOTICI, LI SPERIMENTA UN RICOVERATO SU CINQUE
TEST DELLA PCR PER EVITARE L’ABUSO DI ANTIBIOTICI

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui