Dottoressa e infermieri aggrediti in ospedale: proteste dalla Cgil Fp

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Nuovo episodio di violenza ai danni di personale sanitario. Stavolta, le vittime sono una dottoressa e infermieri aggrediti in ospedale

Risale al 28 dicembre scorso l’ennesimo episodio di violenza ai danni di sanitari: dottoressa e infermieri aggrediti in ospedale, a Fondi, hanno ricevuto una prognosi di 5 giorni.
Ma ecco come si svolti i fatti.
Dottoressa e infermieri aggrediti in ospedale erano in forze al reparto di Cardiologia. Qui, le intemperanze di alcuni pazienti, probabilmente dovute alle lunghe attese a loro volta causate dalla carenza di personale, hanno innescato le aggressioni verbali e fisiche.
È stato infatti necessario l’intervento dei carabinieri per sedare gli animi.

I sanitari, trasportati in pronto soccorso, sono stati refertati con cinque giorni di prognosi.

Dopo il grave episodio, non si è fatta attendere la replica del sindacato di categoria.
A tal proposito, sono state ricordate le gravi carenze di organico di cui soffrono i presidi sanitari della provincia, soprattutto quelli del sud pontino.
“La mancanza di personale nei presidi ospedalieri del sud pontino – dichiara il segretario generale di Fp Cgil Giancarlo Cenciarelli – ha superato da tempo il livello di guardia e a farne le spese sono, oltre che gli utenti, i pochi lavoratori in servizio”.
“Auspichiamo – prosegue la nota – che la direzione della Asl di Latina si associ alla condanna di questi episodi di violenza, sempre più frequenti, ma auspichiamo soprattutto una soluzione ai problemi strutturali che spesso innescano questi episodi. Primo fra tutti il deficit di personale che sta portando ad un aumento esponenziale dei disagi per i cittadini e per gli operatori”.

Il sindacato ha inoltre puntualizzato la situazione specifica del reparto di Medicina dell’ospedale di Fondi.

“A novembre – dice – per carenza di medici è stata disposta la chiusura dei ricoveri notturni. È facile prevedere come ciò, in concomitanza del periodo di picco della sindrome influenzale, potrebbe portare al collasso la struttura del locale pronto soccorso. Infatti, di notte, pur essendoci dei posti liberi nel reparto di medicina, i pazienti che potrebbero essere ricoverati sono costretti a stazionare nel pronto soccorso portandolo al sovraffollamento”.
“Riteniamo indispensabile – si conclude la nota – che la direzione della Asl verifichi, assieme alla direzione sanitaria, come risolvere in urgenza questa situazione. L’uscita dal periodo di Commissariamento della Sanità Regionale deve rappresentare, nel 2018, il ritorno ad una Sanità Pubblica che non viva più nell’emergenza”.
 
 
 
 
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