Diritto addizionale in farmacia, Farmacisti: inutile il ricorso Codacons

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Per Federfarma Lombardia la polemica dell’Associazione dei consumatori sull’aumento del diritto addizionale in farmacia nelle ore notturne sarebbe inconsistente

“L’inutile ricorso del Codacons al Tar Lazio sulla tariffa notturna delle farmacie farà soltanto sprecare tempo ai giudici”. Questo il commento del presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca, rispetto all’iniziativa del Codacons contro il diritto addizionale in farmacia per l’acquisto di medicinali in orario notturno. Un incremento da 3,87 a 7,50 euro dell’onorario dovuto per la dispensazione di farmaci sotto prescrizione medica a battenti chiusi, stabilito lo scorso novembre con decreto ministeriale.

L’Associazione dei consumatori, nei giorni scorsi, ha annunciato di aver impugnato tale provvedimento in quanto “sbagliato e lesivo dei diritti dei consumatori”. Un’iniziativa che secondo Racca non servirebbe ad altro che a intasare i tribunali di cause “che servono soltanto a fare notizia”. Per la n.1 di Federfarma Lombardia la polemica del Codacons sarebbe inconsistente.

Infatti l’assistito non paga se la ricetta è in regime di Ssn ed è stata prescritta dalla Guardia medica, dal Pronto Soccorso o da un medico di famiglia che ne ha certificato il carattere di urgenza. Inoltre l’incremento non riguarda le farmacie che effettuano il servizio notturno a battenti aperti. Una modalità sempre più diffusa da quando nel 2012 sono stati liberalizzati gli orari di apertura.

“In sintesi – evidenzia Federfarma Lombardia – quando c’è bisogno urgente di un farmaco, il cittadino non deve versare alcun diritto addizionale. Se l’urgenza invece non c’è, paga oppure torna l’indomani nel normale orario di apertura”.

Secondo i farmacisti il ricorso del Codacons sbaglierebbe bersaglio anche laddove sostiene che l’aumento non è proporzionato alla rivalutazione dell’onorario professionale del farmacista. “L’associazione – obietta Racca – sembra dimenticare che la tariffa è stata aggiornata nel novembre scorso a quasi 25 anni dall’ultimo adeguamento, risalente al ’93”. All’epoca il diritto addizionale ammontava a 7.500 lire circa.

“Se il Codacons si prendesse la briga di consultare i coefficienti Istat, scoprirebbe che soltanto in termini di potere d’acquisto 7.500 lire del 1993 corrispondono a circa 6,5 euro di oggi. E l’euro in più basta a malapena a coprire l’incremento tendenziale dei costi fissi e dell’onorario”.

Infine, il Codacons prenderebbe un abbaglio nel sostenere che il decreto ministeriale determinerebbe una disparità nei confronti dei consumatori che ricorrono a parafarmacie e gdo. In tali esercizi non è chiesto infatti il pagamento dei diritti addizionali. Ma Racca sottolinea come la tariffa notturna riguardi soltanto i farmaci con obbligo di prescrizione, che sono venduti esclusivamente in farmacia. “Inoltre – conclude – parafarmacie e gdo non sono soggette all’obbligo del servizio notturno, che ricade sulle farmacie in virtù di una Convenzione con il Ssn”.

 

 

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