Presunta truffa, sequestrate all’INI oltre 5mila cartelle cliniche

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La struttura è finta nel mirino dei Nas per una presunta truffa ai danni del Servizio sanitario regionale. L’Istituto respinge le accuse

I Carabinieri del Nas, su disposizione della Procura di Velletri, hanno proceduto al sequestro di 5.418 cartelle cliniche presso la casa di cura INI di Grottaferrata. L’operazione rientra nell’ambito di una inchiesta per una presunta truffa ai danni del Ssr che vede indagate 10 persone, tra personale medico e proprietari della struttura.

I carabinieri hanno acquisito anche le pratiche su fatturazioni e liquidazioni e i registri delle attività nelle sale operatorie e negli ambulatori. L’obiettivo è fare chiarezza su eventuali illeciti commessi nel periodo dal 2012 al 2017. L’ipotesi è che  siano stati riportati sulle schede di dimissione delle cartelle cliniche interventi diversi da quelli realmente effettuati sui pazienti.

Gli inquirenti sospettano che gli indagati abbiano falsamente attestato di avere somministrato sostanze terapeutiche e agenti modificatori, tramite iniezione o infusione.

In tal modo avrebbero ottenuto rimborsi pari a  371 euro a paziente dalla Regione Lazio. In realtà i farmaci sarebbero stati somministrati solo per via orale, come attestato dalle cartelle cliniche. La presunta attività illecita avrebbe riguardato i pazienti dei reparti di oncologia e urologia.

La struttura, tuttavia, ha diffuso un comunicato in cui respinge le accuse sottolineando come il costo del farmaco oncologico sia stato completamente a carico della struttura. Questa, a fronte  di un rimborso di 371 euro, avrebbe speso gran lunga di più non avendo mai fatto richiesta di rimborso. “Si parla inoltre – si legge nella nota – di un numero di cartelle esiguo sulle oltre 600 controllate”.

La struttura rivendica poi l’elevato livello tecnologico delle proprie prestazioni “che non è assolutamente presente nel territorio”. L’improvvisa interruzione da parte della Regione di tali prestazioni, avrebbe portato “alla disperazione e caos oltre 680 persone in lista d’attesa”.

L’INI afferma di essere a disposizione degli inquirenti per fornire in qualsiasi momento tutta la documentazione necessaria per agevolare il loro lavoro e l’accertamento della verità. “Rimaniamo molto sorpresi ed amareggiati – conclude l’Istituto – nel leggere di condotte fraudolente completamente destituite di fondamento che non hanno considerato la succitata documentazione e che, non tenendo conto dell’eccellenza della struttura, provocano infinito disagio ai pazienti ed al territorio”.

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