Finto medico scoperto ad Avellino, esercitava grazie a documenti falsi

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Per sette mesi il finto medico, una dottoressa 45enne originaria del casertano, aveva svolto la professione anche presso una struttura convenzionata di Napoli

Effettuava controlli sanitari sui pazienti ricoverati, prestava cure mediche, compilava cartelle cliniche. Inoltre prescriveva e somministrava farmaci quali antipsicotici, antiepilettici e ansiolitici. Il tutto senza possedere alcun titolo per svolgere l’attività di medico. E’ quanto emerso da un da un’inchiesta coordinata dalla Procura di Avellino, sfociata nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti un finto medico.

Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle del Comando provinciale di Avellino, sono partite lo scorso giugno. Nel mirino dei militari è finita una donna originaria del casertano ma residente all’epoca dei fatti nella provincia irpina. A suo carico sono ipotizzati i reati di esercizio abusivo della professione, truffa ai danni dello Stato e plurime falsità ideologiche e materiali.

L’operazione, denominata ‘terapia d’urto’, ha consentito di accertare che nel 2017 l’indagata era riuscita ad iscriversi all’Albo dei Medici di Avellino producendo documentazione contraffatta.

La Commissione dell’Ordine professionale aveva emesso il tesserino d’iscrizione. Il documento, tuttavia, non è stato mai ricevuto dall’indagata proprio grazie al tempestivo sequestro operato dai finanzieri.

Gli inquirenti hanno poi scoperto che nel 2016 la donna era riuscita ad iscriversi ad un’associazione medica privata di Napoli, producendo una laurea in medicina e un’abilitazione professionale, poi risultate false. Per sette mesi, fino al maggio 2017, aveva quindi svolto normalmente la professione presso una casa di cura partenopea convenzionata con il S.S.N.

L’approfondita analisi delle cartelle cliniche, predisposte e sottoscritte dal falso camice bianco è stata incrociata con le risultanze delle indagini economico-patrimoniali. I Finanzieri hanno così rilevato le effettive presenze ed i relativi prospetti dei compensi che la casa di cura regolarmente corrispondeva, mediante bonifico all’indagata.

Nel corso dell’operazione i militari hanno sottoposto a sequestro la domanda di iscrizione all’Albo professionale, il certificato di laurea, l’attestazione del conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione e il tesserino di iscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Avellino.

 

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