La nuova class action è legge: approvata la riforma

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A 14 anni dalla sua istituzione la disciplina della class action passa dal codice del consumo al codice di procedura civile

Con 206 voti a favore, un contrario e 44 astenuti il Senato ha approvato in via definitiva la nuova class action. L’istituto era stato introdotto con un decreto legislativo nel 2005. A distanza di 14 anni viene sottoposta a una riforma che prevede lo spostamento della sua disciplina dal codice del consumo al codice di procedura civile.
L’azione sarà sempre esperibile da tutti coloro che avanzino pretese risarcitorie in relazione a lesioni di ”diritti individuali omogenei” (ma non ad “interessi collettivi”). Il testo individua come destinatari dell’azione di classe imprese ed enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, relativamente ad atti e comportamenti posti in essere nello svolgimento delle attività.

La domanda si propone con ricorso e al procedimento si applica il rito sommario di cognizione.

Non può essere disposto in nessun caso il mutamento del rito. Per garantire idonea pubblicità alla procedura, il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza, deve essere pubblicato su un apposito portale del ministero della Giustizia.
La riforma fissa in 30 giorni il termine entro il quale il tribunale deve decidere sull’ammissibilità dell’azione. La pronuncia del Giudice, che assume la forma dell’ordinanza, deve essere pubblicata entro 15 giorni sul portale. Il tribunale può sospendere il giudizio quando sui fatti rilevanti ai fini del decidere è in corso un’istruttoria davanti ad un’autorità indipendente ovvero un giudizio davanti al giudice amministrativo.
Quanto all’istruzione della causa, il giudice civile potrà applicare sanzioni amministrative pecuniarie (da 10.000 a 100.000 euro) sia alla parte che rifiuta senza giustificato motivo di esibire le prove, sia alla parte o al terzo che distrugge prove rilevanti ai fini del giudizio. La sanzione è devoluta alla Cassa delle ammende. La sentenza stabilisce la responsabilità, definisce i caratteri dei diritti individuali omogenei che consentono l’inserimento nella classe, individuando la documentazione che dovrà essere prodotta dagli aderenti.

Il Tribunale, inoltre, provvede in ordine alle domande risarcitorie e restitutorie solo se l’azione è proposta da un soggetto diverso da un’organizzazione o da un’associazione.

Esulta su Facebook il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. “La class action è legge. Finalmente i cittadini italiani hanno uno strumento per unirsi e far valere insieme i loro diritti. Finalmente la giustizia in Italia è al servizio dei cittadini onesti”.
Di tenore opposto il commento di Forza Italia che parla di provvedimento blindato, pericoloso e inadeguato che penalizzerà le imprese e impedirà gli investimenti. “Con questo ddl allontaneremo gli investimenti stranieri e scoraggeremo quelli interni”.
 
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