L’inchiesta della Procura di Pesaro, tuttora in corso, riguarda anche dodici famiglie che avrebbero presentato le presunte false certificazioni rilasciate dal professionista dietro compenso economico
Vaccinazioni certificate ma mai fatte. E’ l’accusa per la quale sono finiti nel mirino della Procura di Pesaro un medico e 12 famiglie. In base a quanto riportato dal Resto del Carlino, il camice bianco sarebbe indagato per falso aggravato. Il dottore, peraltro, sarebbe stato già coinvolto in passato in alcune vicende giudiziarie relative a false certificazioni alle assicurazioni. Per i genitori dei bambini si profilerebbe, invece, l’ipotesi di reato di corruzione, dal momento che le attestazioni avvenivano dietro compenso.
L’inchiesta, condotta dai carabinieri della compagnia di Riccione, sarebbe partita due mesi fa su segnalazione dell’Ausl di Rimini. L’Azienda sanitaria aveva convocato una bimba per effettuare il richiamo di un vaccino. La mamma avrebbe inizialmente affermato che la figlia si era già sottoposta alla vaccinazione privatamente. In seguito, incalzata dalle domande dei medici, avrebbe confessato che in realtà la piccola non era mai stata vaccinata, per volontà dell’ex marito. L’uomo sarebbe stato un no vax convinto e lei lo avrebbe assecondato.
L’Ausl avrebbe quindi deciso di approfondire la questione passando al setaccio tutti gli altri certificati redatti dal professionista indicato dalla donna. Dall’esame sarebbero emerse diverse incongruenze e dettagli sospetti. Da li la decisione di allertare i carabinieri.
I militari avrebbero accertato irregolarità nella documentazione presentata da una dozzina di famiglie, tra Rimini e il Pesarese, e firmata dal medico in questione. Uno dei genitori interrogati avrebbe ammesso che il figlio non era mai stato vaccinato e che i certificati erano in realtà fasulli. Sarebbero stati rilasciati dal camice bianco a fronte di un corrispettivo economico. L’indagine, tuttora in corso, potrebbe allargarsi ulteriormente.
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