La Cassazione segna un’evoluzione significativa nella disciplina antidiscriminatoria, chiarendo che l’accomodamento ragionevole non può ridursi a una misura temporanea o discrezionale, ma deve tradursi in una modifica stabile dell’organizzazione del lavoro, soprattutto quando coinvolge i caregiver e le esigenze di cura legate alla disabilità.
La pronuncia in commento appare destinata a segnare un punto di svolta nel contenzioso giuslavoristico, imponendo agli interpreti una lettura delle norme anti-discriminatorie, anche alla luce dell’accomodamento ragionevole, non più limitata alla tutela del singolo, ma orientata alla rimozione strutturale degli ostacoli alla partecipazione lavorativa (Cassazione, Sezione Lavoro sentenza del 10/4/2026 n. 9104).
La fattispecie: il rifiuto di una soluzione organizzativa stabile
La pronuncia in epigrafe si colloca all’intersezione tra la tutela della disabilità e le prerogative direttive del datore di lavoro.
La Suprema Corte, con con una motivazione di ampio respiro, cristallizza il passaggio dalla tutela del disabile alla tutela della relazione di cura, estendendo l’obbligo di accomodamento ragionevole…





