Frode ai danni delle assicurazioni, 24 indagati nel trevigiano

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Frode ai danni delle assicurazioni

Nel mirino della Procura anche un medico, accusato di frode ai danni delle assicurazioni per aver redatto oltre 4000 falsi certificati

La Procura della Repubblica di Milano ha chiuso nei giorni scorsi un’inchiesta per frode ai danni delle assicurazioni che vede indagate 24 persone residenti tra le province di Treviso, Padova e Venezia. Nel mirino della magistratura sono finite una serie di richieste risarcitorie avanzate tra il 2013 e il 2014, relative a incidenti, tutti localizzati in provincia di Treviso, che secondo gli inquirenti non sarebbero mai avvenuti. Il valore complessivo della presunta truffa, sarebbe di centinaia di migliaia di euro.

Tra gli indagati spiccano anche i nomi di un ex assessore di un Comune del trevigiano e quello di un medico ospedaliero. Quest’ultimo è accusato di aver  redatto 4.500 falsi certificati medici per attestare infortuni inesistenti ai danni dei conducenti e delle persone trasportate nei veicoli coinvolti negli incidenti fantasma.

Secondo l’ipotesi degli investigatori i finti incidenti sarebbero stati architettati da una carrozzeria e un’autofficina.

L’inchiesta è partita nel 2016 in seguito ai sospetti avanzati dai consulenti tecnici delle assicurazioni. La svolta è arrivata dalla testimonianza del proprietario di una delle auto coinvolte che, messo alle strette, ha confessato come il sinistro in realtà non fosse mai avvenuto. Da li gli inquirenti sono riusciti a ricostruire il modus operandi dei presunti truffatori.

Le parti danneggiate dei veicoli, in particolare, venivano recuperate da altre macchine incidentate. Inoltre, alle richieste risarcitorie, si affiancavano le denunce per infortunio da parte di conducenti e terzi trasportati, supportate dalla certificazione medica del camice bianco compiacente che, in base a quanto emerso dalle indagini, aveva collegamenti parentali, affettivi o amicali con vari protagonisti dei sinistri.

Secondo quanto riferisce il Gazzettino la Procura sarebbe intenzionata  a chiedere il rinvio a giudizio per tutti gli indagati.

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