Resi noti i risultati dei controlli dei Nas nell’anno scolastico 2015-2016. Sequestrate 37 strutture e oltre 4 tonnellate di alimenti
Falsi cibi bio e alimenti spacciati per freschi ma in realtà acquistati in prossimità della scadenza, congelati, rietichettati e forniti alla mensa; addirittura alimenti pericolosi per la salute pubblica fra cui prosciutto cotto e frittata contaminati da listeria e stafilococchi, yogurt scaduto e pane con muffa. E’ un quadro inquietante quello che emerge dal rapporto sui controlli delle mense scolastiche presentato oggi al Ministero della Salute.
Una struttura su quattro non sarebbe conforme agli standard di qualità e sicurezza previsti dalla normativa vigente. Le irregolarità sono di vario genere e vanno dagli aspetti amministrativi o legati al tipo di fornitura fino ai casi più gravi di carenze d’igiene e cibi scaduti o ammuffiti.
I Nas su mandato del Ministro Beatrice Lorenzin, nell’anno scolastico 2015-2016 hanno effettuato 2.678 controlli a campione. I risultati non sono confortanti: 670 strutture (circa il 25%) sono risultate non conformi e 37 (1,4%) mense sono state chiuse. Di queste solo una si trova al nord Italia; le altre sono tutte la centro sud.
In totale sono stati sequestrati 4.264 Kg di alimenti tra prodotti ittici, carni, formaggi, frutta, verdura, olio, pane; i cibi erano custoditi in cattive condizioni igienico-sanitarie o stoccati in ambienti inadeguati o ancora recanti termini di scadenza già superati all’atto del controllo. In alcuni casi presentavano problemi di tracciabilità ed etichettatura in quanto in assenza di idonea documentazione atta a dimostrarne la provenienza.
L’indagine del Nucleo Antisofisticazioni ha portato, inoltre, all’esecuzione di 164 sanzioni penali e 764 amministrative, per complessivi 491.498 euro mentre. Fra le principali violazioni penali spiccano le frodi in pubbliche forniture (58), il commercio di alimenti nocivi (23), inadempienza in pubbliche forniture (15) ma anche gli alimenti in cattivo stato di conservazione (10) e le omissioni e abusi in atti d’ufficio (10). Dal punto di vista amministrativo la sanzioni hanno riguardato soprattutto carenze igienico strutturali e mancate attuazioni del piano di autocontrollo (695 casi); a seguire le irregolarità di etichettatura e la non corretta tracciabilità degli alimenti.




